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RID - Rivista Italiana Difesa 27-11-2014 Giappone: RQ-4B e non solo... Oltre a 3 GLOBAL HAWK, il Ministero della Difesa nipponico ha richiesto 17 OSPREY e 4 HAWKEYE data: a cura di:

Il 20 novembre il Ministero della Difesa giapponese ha ufficialmente annunciato un piano d’acquisto perconvertiplani MV-22 OSPREY, AWACS E-2D ADVANCED HAWKEYE e droni RQ-4B GLOBAL HAWK, come previsto dal programma di modernizzazione delle proprie Forze Armate. I fondi per l’acquisto dei velivoli verranno stanziati nel budget fiscale 2015, la cui pubblicazione è prevista per la fine dell’anno, mentre i negoziati per la firma dei contratti partiranno nei primi mesi del 2015, dopo che il governo giapponese avrà annunciato ufficialmente il proprio budget per la difesa. Per quanto riguarda l’OSPREY, sono 17 gli apparecchi richiesti per le Forze Terrestri di Autodifesa (Esercito) da schierare presso l’aeroporto commerciale di Saga, situato nell’estremo sud giapponese, a ridosso del Mar Cinese Orientale. Se il contratto dovesse essere concluso, il Giappone sarà, insieme ad Israele, il primo utilizzatore straniero dell’apparecchio statunitense, anche se c’è da dire che, nel caso israeliano, il programma di acquisizione dell’OSPREY ha subìto un forte rallentamento a causa delle recenti tensioni tra l’amministrazione Obama e quella Netanyahu. L’OSPREY andrà a colmare uno dei 3 gap evidenziati nel Rapporto sulla Difesa Nazionale giapponese pubblicato ad aprile. In esso, il Ministero della Difesa nipponico poneva come prioritaria anche l’acquisizione di un mezzo con capacità ISR ad alte altitudini e a lungo raggio. Da qui la scelta dello UAV HALE GLOBAL HAWK, che ha battuto la concorrenza del REAPER. I 3 droni richiesti saranno consegnati nel periodo 2018-2019 e dovrebbero essere schierati nella base di Misawa, nella quale sono ormai abituali gli schieramenti di GLOBAL HAWK americani provenienti da Guam. Gli RQ-4B di Misawa potrebbero essere molto utili nella sorveglianza delle attività missilistiche nordcoreane, o degli sconfinamenti di mezzi militari e civili cinesi nella parte sudoccidentale dell’isola. L’autonomia di 28 ore rende il GLOBAL HAWK una piattaforma di sorveglianza ideale per un’isola delle dimensioni del Giappone, sebbene 3 velivoli non siano ovviamente sufficienti a garantire una sorveglianza continua. Un’altra richiesta inserita nel Rapporto riguardava l’acquisizione di una nuova piattaforma AWACS di comando e controllo. Per questo compito la scelta delle autorità nipponiche è caduta sul E-2D, la versione ADVANCED dello E-2C HAWKEYE già in servizio nelle Forze Aeree giapponesi. Quest’ultimo aspetto potrebbe essere stato uno dei motivi che spiegano la preferenza per l’E-2D rispetto al concorrente, la versione AEW&C del Boeing 737, che garantirebbe una maggiore autonomia a fronte di costi superiori (200 mln di dollari per ogni aereo, rispetto ai 120 dei velivoli Grumman). I nuovi HAWKEYE andranno gradualmente a rimpiazzare i 13 E-2C in servizio dal 1987, rispetto ai quali godono di una maggior autonomia, di motori più potenti, di una nuova suite avionica e di un sistema radar a scansione elettronica UHF che garantisce un aumento delle capacità di identificazione e tracking dei bersagli. A completare il quadro c’è un pacchetto di elaborazione dati e comunicazioni perfettamente compatibile con il sistema AEGIS presente sulle cacciatorpediniere classe ATAGO e KONGO. I 4 velivoli dovrebbero essere consegnati tra il 2017 e il 2019 e, con ogni probabilità, verranno rischierati nella base di Naha, ad Okinawa, avamposto strategico giapponese per la difesa del proprio spazio aereo nella zona del Mar Cinese Orientale. Tali acquisizioni si inseriscono nel contesto di un accrescimento delle qualità dello strumento militare nipponico in un’area in cui la Cina diventa sempre più aggressiva, soprattutto quando si tratta di rivendicare presunti diritti sulle isole Senkaku/Diaoyu, per le quali esiste un “contenzioso” aperto proprio col Giappone. Ma, come detto, non c’è solo la Cina a preoccupare l’establishment militare nipponico: anche la Corea del Nord, con il suo programma nucleare e i suoi missili a lunga gittata, rappresenta una grossa sfida per le Forze Armate del Sol Levante. La probabile scelta delle basi citate, (Saga, Naha e Misawa) rifletterebbe le preoccupazioni del governo nipponico per la difesa del paese e dei suoi possedimenti più lontani (come le isole Nansei, o le stesse Senkaku), a fronte di minacce provenienti dai nemici ad occidente.


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