LEONARDO
RID Articoli Mese
Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID India: attiva la triade nucleare

Da novembre, anche l’India dispone del “tridente nucleare”, composto dalle capacità missilistiche, di strike aereo, e – quella generalmente considerata più sofisticata, costosa ed efficace – basata su sottomarini lanciamissili. Lo SSBN realizzato localmente e completato nel 2016, ARIHANT, ha infatti effettuato il suo primo pattugliamento operativo di deterrenza strategica. In realtà, quella effettuata è stata ancora una missione a metà tra il rodaggio e l’addestramento, e la piena capacità operativa (FOC) non è stata ancora conseguita, nonostante l’enfasi posta dal Primo Ministro Narendra Modi nell’annunciarla, lo scorso 5 novembre. Il pattugliamento ha tuttavia permesso di testare la delicata catena di comando tra governo, Nuclear Command Authority (NCA), che dal 2003 gestisce le capacità nucleari indiane (raggiunte nel 1974, col test annunciato all’ora Premier Indira Gandhi con la frase in codice “Il Budda sorride”), e sottomarino. Il pattugliamento, conclusosi il 4 novembre, è durato 20 giorni, ed è avvenuto in un’area tenuta segreta, ma verosimilmente scelta per testare il dispiegamento in quelle zone che, ha sottolineato Modi, “rappresentano una risposta adeguata a coloro che praticano il ricatto nucleare”. Quindi, tra il Mare Arabico, che consente di tenere sotto tiro le basi nucleari pakistane, e il Mar Cinese Orientale, da dove creare una deterrenza nei confronti di Pechino. Per rendere davvero efficace la deterrenza subacquea, e la triade indiana, occorrerà tuttavia non solo raggiungere la FOC per lo ARIHANT, un battello da 6.000 t che trasporta 12 SLBM B-05/K-15 SAGARIKA da 750 km di gittata, ma attendere i ben più efficaci K-4, con gittata di 3.500 km, il cui sviluppo appare però molto travagliato, e gli altri battelli della classe, che al momento prevede la realizzazione di una seconda serie di 3 unità migliorate rispetto al prototipo. Il secondo battello, lo ARIGHAT, varato nel 2017, sta effettuando le prove in mare, e potrebbe essere consegnato nel 2019, mentre altri 2 risultano in costruzione. Una volta immessi in servizio, renderanno pienamente operativa la “triade”, poiché l’esperienza insegna che per garantire un pattugliamento strategico efficace e continuativo occorre disporre di un minimo di 4 SSBN: standard cui sono ancorate le capacità di deterrenza francese e inglese, e dal 2015 anche cinese.

anteprima logo RID Italia e Francia per le nuove corvettone EPC

Gli Stati Maggiori della Marina Militare italiana e della Marina Francese hanno avviato uno studio concettuale riguardante l’esigenza operativa comune per una nuova classe di corvettone, note al momento come EPC (European Patrol Corvette, ed in precedenza come PPX). Queste nuove unità, che andranno ad affiancare in seno alla Marine Nationale FREMM e FTI ed in seno alla MM FREMM e PPA (nella foto un design di Fincantieri di corvettona multiruolo), potranno beneficiare anche dei fondi europei. A tal proposito l’Italia ha già presentato il progetto nel quadro della PESCO che, come noto, richiede la partecipazione ad un programma di almeno 3 Paesi membri (dunque, oltre ad Italia e Francia, sarà necessario coinvolgere un ulteriore Paese dell’UE). Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, le prime indiscrezioni parlano di un dislocamento a pieno carico compreso tra le 3.000 e le 3.300 t, della presenza di un sistema missilistico di autodifesa con lanciatore verticale (per missili CAMM ER o MICA NG) e di una cortina sonar trainata. Al momento, non sembra essere previsto il sonar di scafo con la capacità di contrasto alla minaccia subacquea affidata, appunto, alla succitata cortina ed all’elicottero imbarcato.

anteprima logo RID US Navy: 355 non bastano

L’obbiettivo fissato nel 2017 dall’allora appena eletto Presidente americano Donald Trump per una flotta di 355 navi, comprese 12 super portaerei nucleari, non è abbastanza ambizioso. La doccia fredda sulla solitamente esuberante programmazione di “The Donald” arriva dai super-falchi della Heritage Foundation, un think-tank conservatore molto influente negli ambienti di Washington. Secondo i suoi analisti, alla US Navy non basterebbero nemmeno le 355 navi promesse da Trump, per affrontare con un adeguato margine di sicurezza almeno 2 conflitti simultanei, più eventuali crisi minori e dispiegamenti a rotazione, e fatta la tara a periodi di indisponibilità per manutenzione e upgrade. Lo studio ha pertanto fissato in 400 navi il fabbisogno minimo dell’US Navy da qui al 2039: una forza superiore del 40% a quella attuale di 280 unità, e del 12% rispetto alla nuova programmazione, che entro il 2023 prevede di raggiungere le 326 unità grazie all’accelerazione dei programmi in corso ed all’estensione della vita attiva di unità già in servizio. Per raggiungere questo obbiettivo, lo studio della Heritage Foundation stima una spesa aggiuntiva compresa tra i 4 e i 6 miliardi di dollari in più all’anno, ma con un occhio alle difficoltà di budget e industriali, poiché si parla anche di tipologie di unità (fregate, cacciamine) da tempo non più realizzate dai cantieri americani, o interessate da progetti modulari come le LCS. Nel dettaglio, lo studio punta a includere nella flotta una tredicesima portaerei, 19 ulteriori unità tipo LCS, 12 delle quali configurate per la lotta alle mine, altre 7 unità anfibie, e 22 unità logistiche, mentre viene invece confermato come adeguato il già previsto potenziamento della componente dei sottomarini d’attacco nucleari, portati da 48 a 66. La lancia spezzata a favore di un ulteriore lotto di LCS ovviamente può favorire anche la classe FREEDOM, che viene realizzata da Fincantieri Marinette Marine, in corsa inoltre (e con buone chance di successo) per le 20 fregate antisom del programma FFG(X) con una versione customizzata delle FREMM (e con una versione “saudi” delle stesse LCS).

anteprima logo RID Anche il Canada ha scelto le Type 26

Il Governo canadese, insieme a Irving Shipbuilding, ha scelto il progetto della nuova fregata classe Type 26

anteprima logo RID SUPER RAPIDO per le corvette K-130 tedesche

Leonardo ha firmato con l'Agenzia federale tedesca che gestisce il procurement militare (la Bundesamt für Ausrüstung, Informationstechnik und Nutzung der Bundeswehr) un contratto per la fornitura di 7 cannoni da 76/62 mm SUPER RAPIDO per equipaggiare le corvette K-130 della Marina Militare Tedesca della seconda serie. Ricordiamo che le stesse unità della prima serie sono equipaggiate con la variante COMPATTO.

anteprima logo RID L'India firma il contratto per 2 fregate con la Russia

Il Governo indiano ha stipulato un contratto da 950 milioni di dollari con la Russia per la fornitura di 2 fregate

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>