anteprima Il giorno dei Curdi e dell'escalation in Siria 25-09-2017

Il giorno tanto atteso è arrivato. Il Kurdistan iracheno si sta esprimendo per la propria indipendenza in un referendum più volte rimandato e, alla fine, svoltosi tra i timori di tutti. Evidenti, infatti, sarebbero le conseguenze geopolitiche di una vittoria del"si" sulla stabilità regionale e sulla sicurezza di tutti gli attori locali, ma tant'è. Il KRG (Kurdistan Regional Government) ha presentato a Baghdad ed al mondo il conto del proprio impegno nella guerra allo Stato Islamico, fondamentale soprattutto per la liberazione di Mosul. Non si poteva pensare, infatti, che i Curdi iracheni combattessero ISIS ed aiutassero Baghdad senza ottenere nulla in cambio. Ed ecco che, a prescindere dall'esito del referendum e da come Erbil utilizzerà tale esito, i Curdi iracheni hanno ottenuto ormai uno status paritario con Baghdad e questo era l'obbiettivo più importante per il Presidente del Kurdistan iracheno Massoud Barzani. In più, gli stessi Curdi controllano Kirkuk e le sue rilevanti ricchezze petrolifere: un'altra eventuale pedina di scambio nel futuro grande gioco con Baghdad, e non solo. Del resto a difendere la città “contesa” nel 2014 c’erano i Peshmerga e non l’Esercito Iracheno, scioltosi come neve al sole di fronte all'avanzata dell’ISIS. In pratica, Al Baghdadi ha legittimato i Curdi trasformandoli in un attore di fatto a tutti gli effetti non solo in Iraq, ma anche in Siria dove l'YPG, che ha l’appoggio di Washington, è padrone di larghe fette del nord del Paese, si appresta a liberare Raqqa e mette le mani sui pozzi di petrolio di Deir Ezzor. Nè Baghdad, nè Damasco hanno la forza per ribaltare questa situazione di fatto, anche perchè nel frattempo i Curdi si sono fatti amici molto importanti e potenti. Israele, che “lavora” con i Curdi iracheni da anni, ha già di fatto riconosciuto nel KRG un nuovo stato, ed anche Mosca appoggia Erbil, con il quale ha solidi rapporti commerciali e strategici. Gli Americani ufficialmente sono contro il referendum, ma sanno benissimo che i Curdi sono l'unico, vero, affidabile alleato della regione, tanto in Iraq quanto in Siria. Per questo Turchia e Iran sono molto nervosi. Sabato il Parlamento turco ha esteso di un altro anno le missioni militari in Iraq – dove Ankara ha una base militare a Bshiqa per l'addestramento di una milizia locale che ha partecipato anche alle operazioni per la liberazione di Mosul – ed in Siria, dove negli ultimi giorni il filo-turco FSA (Free Syrian Army) ha creato una nuova costola per "liberare" Deir Ezzor. Le Forze Armate turche da giorni stanno anche conducendo delle manovre militari al confine con l'Iraq con oltre 100 tra carri e semoventi di artiglieria. La stessa cosa sta facendo l'Iran nelle sue aree di confine con il KRG. Teheran ha, inoltre, un altro problema di non poco conto: non può più contare come prima sul proprio uomo Jalal Talabani, colpito da ictus ed in precarie condizioni di salute. Una malattia, quella di Talabani, che ha gettato il suo partito, l'Unione Patriottica del Kurdstan, uno dei 2 storici partiti del Kurdistan iracheno, in una gravissima crisi interna.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima I TORNADO tedeschi in Giordania 22-09-2017

Lo scorso 31 luglio la Germania ha ritirato i propri TORNADO impegnati nell’Operazione anti-ISIS INHERENT RESOLVE dalla base NATO turca di Incirlik, dove erano stazionati dal dicembre del 2015. In seguito allo loro ultima missione, effettuata il 29 luglio, i 6 cacciabombardieri appartenenti al 33° Stormo sono rientrati a Büchel, dove stanno effettuando la manutenzione ordinaria e le attività addestrative previste fino al loro nuovo rischieramento, in programma per la prima metà di ottobre, questa volta presso la base Muwaffaq Salti di al-Azraq, in Giordania, 56 km a sud del confine con la Siria. Nella base - sede in passato delle componenti aeree belghe (6 F-16AM) ed olandesi (8 F-16AM), ed attualmente base dei 3 stormi (1°, 2° e 6°) di F-16 AM/BM ed F-16 ADF Block 15 dell’Aeronautica Giordana - dallo scorso giugno è presente personale della Luftwaffe (circa 100 unità) impegnato nella predisposizione del segmento terrestre per il supporto del pod da ricognizione RECCELITE impiegato dai velivoli - in particolare, la stazione di programmazione del pod e la strumentazione necessaria per l’analisi delle immagini RGES (RecceLite Ground Exploitation Station). In attesa dell’arrivo dei 6 TORNADO e di circa 150 uomini, da metà luglio ad Azraq è presente un’aerocisterna A-310 MRTT della Luftwaffe. Il trasferimento da Incirlik, ufficializzato dal Ministero della Difesa tedesco lo scorso 8 agosto, fa seguito al progressivo deterioramento dei rapporti tra Germania e Turchia dovuto prima alla dichiarazione del Bundestag riguardante il genocidio armeno, poi al tentato “golpe” del luglio 2016, all’indomani del quale la Germania fornì asilo politico a diversi membri del movimento guidato da Fetullah Gulen, considerato da Erdogan il vero e proprio regista del colpo di stato, fino ad arrivare all’episodio più recente, riguardante il rifiuto del Governo turco di consentire l’accesso ad Incirlik ad un gruppo di parlamentari tedeschi dopo che, pochi giorni prima, lo stesso Bundestag aveva votato in favore del ritiro degli aerei tedeschi dalla base turca. Dal punto di vista geopolitico, la scelta tedesca va interpretata come uno dei primi chiari esempi di quello che può essere considerato un nuovo approccio assunto dalla NATO verso un maggior coinvolgimento di Paesi partner considerati strategici – Giordania in primis - nella lotta contro il “Califfato” (e non solo), ed un conseguente “allontanamento” dell’Alleanza dalle posizioni sempre più filo russe del “Sultano” Erdogan che, proprio in questi giorni, ha pure ufficializzato l’acquisto del sistema russo superficie aria polivalente S-400.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Addio ATLANTIC e benvenuto P-72A 21-09-2017

Si tiene oggi, giovedì 21 settembre, presso la base di Sigonella, sede del 41° Stormo Antisom, la cerimonia di addio allo storico velivolo da pattugliamento marittimo Breguet P-1150 ATLANTIC, sostituito dal nuovo Leonardo Velivoli P-72A, presentato ufficialmente nel corso della stessa cerimonia. Alla cerimonia presenziano i vertici di Marina e Aeronautica, insieme alle massime autorità industriali e regionali delle province di Catania e Siracusa, nella cui realtà l’aeroporto di Sigonella è da sempre profondamente integrato. Il velivolo ATLANTIC, che lascia la linea volo dell’Aeronautica dopo 45 anni di servizio e oltre 250.000 ore di volo,  ha preso parte a tutte le recenti operazioni di sorveglianza marittima nazionale nel Mar Mediterraneo – da MARE NOSTRUM a MARE SICURO - grazie al quotidiano lavoro di equipaggi di volo misti composti da personale della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare. Questa specificità rappresenta, sin dal 1965, un esempio di sinergia e cooperazione interforze ben collaudata ed efficiente. Il 41° Stormo dipende gerarchicamente dall'Ufficio dell'Ispettore dell'Aviazione per la Marina, ente comandato da un Ufficiale Generale dell'Aeronautica Militare, con un collegamento tecnico dal Comandante in Capo della Squadra Navale della Marina Militare.  Il P-72A è un pattugliatore marittimo ognitempo, sviluppato dall’ATR72-600 per il mercato civile e poi modificato da Leonardo Velivoli con apparati e sensori specifici per assolvere i suoi compiti in ambito militare e rappresenta una soluzione ad interim finalizzata a coprire il gap capacitivo fino al momento in cui la Difesa si potrà dotare di un Long Range Maritime Patrol Aircarft che abbia anche capacità ASW (Anti-Submarine Warfare). A tal proposito ricordiamo l'interesse, dell'Italia e di altri Paesi NATO (di cui RID vi ha parlato in esclusiva), per il Kawasaki P-1, nonchè l'avvio da parte della stessa NATO di un programma per l'acquisizione di una capacità MPA/ASW multinazionale. Il P-72A era giunto a Sigonella a novembre 2016, dopodichè era iniziata la transizione degli equipaggi, ed era stato impiegato per la prima volta lo scorso maggio in occasione del G7 di Taormina.

a cura di Redazione
anteprima Intervista al Capo di Stato Maggiore della Marina 20-09-2017

Ci voleva, indubbiamente, soprattutto adesso. E alla fine eccola qua: una chiacchierata a tutto campo con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Valter Girardelli (l’intervista nella sua versione integrale sarà disponibile su RID 10/17 in edicola a partire da martedì 26 settembre)

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Northrop Grumman acquista Orbital ATK 20-09-2017

Dopo le indiscrezioni sempre più fitte degli ultimi giorni, adesso è anche ufficiale: Northrop Grumman ha acquistato Orrbital ATK. Il tutto formalizzato in un comunicato congiunto delle 2 società. L'operazione, che adesso è al vaglio delle autorità regolatrici, si chiuderà entro i primi mesi del 2018. Il valore complessivo è di circa 9 miliardi di dollari, compreso il debito di 1,4 miliardi di dollari di Orbital ATK, ed è in parte finanziato con la cassa – ricordiamo che Northrop Grumman di recente ha dismesso il ramo aziendale cantieristico, che ha dato vita poi alla nuova compagnia indipendente HHI, ed ha un cash flow che negli ultimi 5 anni è sempre stato abbondantemente sopra i 2 miliardi di dollari - in parte con debito. L'azienda, tuttavia, non ha fornito maggiori dettagli in merito. Con Orbital ATK, Northerop Grummna chiude un'acquisizione di altissimo valore strategico per le ricadute che questa ha sopratutto in campo spaziale e missilistico. Ricordiamo che Orbital ATK produce (oltre che cannoni, munizionamento, ecc.) lanciatori spaziali, motori razzo per gli stessi lanciatori e per missili, navette e bus spaziali, oltre che satelliti piccoli e medi. In pratica con Orbital ATK, Northrop Grumman giunge a presidiare in maniera completa il settore spaziale, sempre più importante in senso sia offensivo che difensivo per la strategia militare americana, allegando in maniera significativa il proprio portafoglio che finora comprendeva sensoristica, comunicazioni satellitari protette e non, componentistica e sistemi di supporto satellitare e satelliti pesanti/navette. Northrop Grumman è anche il prime contractor del James Webb Space Telescope il cui lancio è previsto a ottobre del prossimo anno. Anche nel campo missilistico e della difesa antimissile – altri 2 settori sempre più strategici - le conseguenze sono enormi. Northrop Grumman, infatti, è stata selezionata come uno dei 2 concorrenti, assieme a Boeing, per la sviluppo e la realizzazione del nuovo missile balistico intercontinentale che dovrà rimpiazzare il MINUTEMAN III oggi in servizio – programma  Ground Based Strategic Deterrent  (GBSD) – per cui l'acquisizione di Orbital ATK rafforza notevolmente le probabilità di Northrop Grumman di affermarsi in questa importantissima gara. Per quanto riguarda la difesa antimissile, oggi Northrop Grumman è responsabile, tra l'altro, del sistema di comando e di controllo del tiro del segmento Ground-based Midcourse Defense (GMD) della difesa antibalistica americana – che di recente per la prima volta è stato testato contro un bersaglio rappresentante un missile balistico intercontinentale – e del segmento relativo alla difesa di teatro basata sui sistemi PATRIOT PAC-2 e PATRIOT PAC-3. A questa capacità, pertanto, bisogna aggiungere quanto "portato in dote" da Orbital ATK, ovvero il booster del Ground-Based Interceptor della GMD – OBV (Orbital Booster Vehicle), il motore razzo dell'intercettore con capacità di kill endo/eso-atmsoferica SM-3, il sistema di controllo e di manovra della testata cinetica dello stesso SM-3, ed il sistema di lancio dei bersagli impiegati nei test della difesa antimissile.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Afghanistan: conclusa la EAP 26-09-2017

Oltre 130 advisor italiani inviati dal Train, Advise and Assist Command West (TAAC-W) su base Brigata Alpina Taurinense, hanno portato a termine la seconda fase di consulenza e assistenza avanzata ai comandi delle forze di sicurezza afghane (ANDSF) impegnati nella provincia di Farah.

a cura di Stato Maggiore Difesa
anteprima DIAVOLI ROSSI per la SASSARI 12-09-2017

Continua senza sosta l’impegno addestrativo della Brigata SASSARI. Si è, infatti, appena conclusa la CPX (Command Post Exercise) DIAVOLI ROSSI 2017, che ha visto il Comando dell’unità simulare un “Joint Operation Center” e sviluppare una serie di attivazioni volte a testare l’applicazione delle procedure e l’emanazione di ordini. L’esercitazione costituisce il secondo “step” di un intenso e prolungato periodo addestrativo, che vede la Brigata impegnata nella preparazione finalizzata al raggiungimento di un elevato stato di prontezza operativa. La prima fase del “training” si è svolta nel mese di luglio scorso, con l’esercitazione BEYOND THE SEA, presso l'area addestrativa di Campomela, ubicata a pochi chilometri da SASSARI. Ulteriori approfondimenti su www.esercito.difesa.it.

a cura di Esercito Italiano
anteprima Nasce il corso Dunatos 04-09-2017

Dunatos deriva dal Greco antico e significa letteralmente potente-capace-forte (intellettualmente, fisicamente e moralmente), in grado di migliorarsi continuamente. Deriva da “Dunamai” che rappresenta un'èlite accomunata dal medesimo ideale

a cura di Marina Militare
anteprima Incendi: oltre 44mila litri sganciati dall'AM 31-08-2017

Da metà luglio gli elicotteri dell'Aeronautica Militare stanno operando in Sicilia nell'ambito del dispositivo della Difesa in supporto alla Protezione Civile per la lotta agli incendi.

In particolare, un elicottero HH-212 dell'80° Centro CSAR (Combat Search and Rescue) di Decimomannu (Cagliari), equipaggiato con una speciale benna in grado di caricare circa 750 litri di acqua, è schierato presso la base aerea di Trapani Birgi in prontezza con equipaggi specializzati in attività antincendio.

Finora sono circa 90 le ore di volo effettuate, per un totale di circa 600 sganci e più di 440.000 litri d'acqua riversati sulle zone colpite dai roghi. Gli interventi, coordinati dal Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico (Fe), in contatto diretto con il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) della Protezione Civile, si sono concentrati principalmente in alcune località della regione Sicilia delle province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Attività antincendio è stata svolta anche nella regione Sardegna che ha visto impiegato ancora una volta un elicottero HH-212 dell'80° Centro CSAR di Decimomannu (CA) in una missione di spegnimento roghi in località Sorgono, nella provincia di Nuoro.

L'antincendio è una della capacità duali che l'Aeronautica Militare, in concorso con le altre Forze Armate, mette quotidianamente a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasione di calamità, operando in questo caso in stretta sinergia e a supporto delle diverse agenzie e corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo. 

 

Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare

a cura di Ufficio Pubblica Informazione - Aeronautica Militare
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