Il GCAP va avanti. Finalmente una buona notizia! E’ arrivato infatti oggi il contratto internazionale, del valore di 5,3 miliardi di euro, che consente di completare la fase di definizione del concept avanzato e di valutazione, e di proseguire con la progettazione di dettaglio e lo sviluppo congiunti del programma per il nuovo caccia di Sesta Generazione.
L'accordo, della durata di 18 mesi, è stato assegnato dalla GCAP Agency – ente che gestisce il programma per conto dei 3 governi, italiano, giapponese e britannico – a Edgewing, il prime contractor trinazionale e autorità di progettazione del GCAP. Il primo contratto internazionale, del valore di 800 milioni di euro, era stato stipulato nell'aprile 2026.
Si sblocca così un’impasse che andava avanti da qualche mese per via dell’incertezza che regnava sulla tempistica di allocazione dei fondi da parte del Governo britannico. Qualcuno (in maniera un po' naif per la verità) parlava addirittura di fine del GCAP. In realtà, con l’uscita del DIP (Defence Investment Plan) avvenuta qualche giorno fa, anche Londra ha confermato la propria pianificazione finanziaria, pari a 10 miliardi di euro per i prossimi 4 anni, associandosi così a Roma e Tokyo.
Il GCAP prosegue, dunque, la sua strada verso il pieno sviluppo, a differenza del concorrente franco-tedesco SCAF, la cui cancellazione è stata annunciata la settimana scorsa, per via dell’irriducibile posizione industriale di Dassault, decisa a puntare tutto allo sviluppo in autonomia di un RAFALE 3.0 e di un UCAV. Due vicende diverse, quella del GCAP e dello SCAF, che sono in ogni caso destinate a rimodellare completamente il panorama politico-strategico e industriale del Vecchio Continente, ma non solo.
Vedremo, a questo punto, le scelte che farà la Germania, che ha deciso di investire tantissimo nella difesa ma che deve fare i conti con la realtà di un’industria aeronautica militare nazionale veramente molto gracile e fragile.
Ma di questo parleremo con abbondanza di dettagli su RID 8/26.







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