Il Capo di Stato Maggiore della Marina (CSMM), Amm. Berutti Bergotto, in occasione dell'audizione presso la 3ª Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato tenutasi ieri, ha fornito una serie di dettagli interessanti riguardo al percorso di dronizzazione della Marina Militare.
In tale contesto, il CSMM ha illustrato i prossimi passi della Forza Armata per quanto concerne l'acquisizione di sistemi unmanned aerei (UAV), di superficie (USV) e subacquei (UUV).
Nel dettaglio, la Marina si appresta ad acquisire entro giugno un Large Displacement Autonomous Underwater Vehicle (LDAUV): un UUV interamente italiano, lungo 12 m e con 15 giorni di autonomia, che potrà essere utilizzato per missioni ISR in ambiente underwater ma anche per la difesa delle infrastrutture critiche. Non è stato specificato, ma dovrebbe trattarsi del RONDA di DRASS.
Per i droni di superficie, l’Amm. Berutti Bergotto ha invece indicato come di prossima acquisizione l’USV SEA RAPTOR (in foto a destra) dell’italiana DEFCOMM: un barchino lungo 8,5 m da 1,9 t di dislocamento, capace di raggiungere i 50 nodi di velocità massima e imbarcabile su tutte le navi della MM.
Venendo al settore aereo, è stata annunciata l’avvenuta acquisizione del drone REVOLUTION di General Defence (in foto a sinistra), che può essere impiegato sia per missioni ISR sia di strike grazie alla capacità di trasportare e sganciare 2 piccole loitering munitions tipo RACER (già dimostrata durante le OPEX della MM), e che ha capacità di appontaggio autonomo. È stato inoltre riportato l’interesse per il TB-3 della turca Baykar per un eventuale integrazione su nave CAVOUR: il CSMM ha ricordato che il drone, oltre a svolgere compiti ISR, può anche essere armato (e quindi svolgere missioni di attacco, NdR). Infine, è stato citato anche il FLEX ROTOR di Airbus, ritenuto tuttavia non ancora maturo per l’impiego su unità navali.
Una parte dei sistemi citati (REVOLUTION, FLEX ROTOR e SEA RAPTOR), è stata testata dalla Marina in occasione della OPEX TASK 2-25 (27-31 ottobre 2025), seconda edizione della sperimentazione operativa di sistemi unmanned volta a verificare le effettive capacità operative di sistemi ritenuti di possibile interesse per la Forza Armata. Ricordiamo che RID aveva partecipato alla prima edizione OPEX TASK 1-25.
Il programma proseguirà nel 2026 con 2 nuove edizioni, la prima integrata nell'esercitazione MARE APERTO a maggio (OPEX TASK 1-26), la seconda a novembre focalizzata sulla protezione delle infrastrutture critiche sottomarine (OPEX TASK 2-26), con l'obiettivo a lungo termine di pubblicare una dottrina operativa di “unmanned warfare” della Marina Militare basata sulle evidenze raccolte sul campo.
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