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FRANCE LIBRE, la futura portaerei della Marine Nationale 24/03/2026 | Michele Cosentino

Durante un discorso tenuto nello stabilimento di Indret di Naval Group il 18 marzo 2026, il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la futura portaerei francese a propulsione nucleare riceverà il nome FRANCE LIBRE.

La decisione è stata presa per omaggiare il governo in esilio a Londra e il movimento di resistenza costituitisi sotto l’egida del Generale De Gaulle dopo la sconfitta della Francia nella Seconda Guerra Mondiale nel giugno 1940. L’evento di Indret segue la decisione di Macron, risalente a dicembre 2025, di dare il via libera alla fase costruttiva della portaerei, concludendo così formalmente la fase di sviluppo progettuale avviata nel 2025 a cura del MO Porte-Avions (raggruppamento industriale fra Naval Group e gli Chantiers de l’Atlantique) e la società a controllo prevalentemente pubblico TechnicAtome, responsabile dei reattori nucleari previsti per la nuova portaerei.

In virtù dei suoi 310 m di lunghezza, di circa 90 m di larghezza al ponte di volo e di 80.000 t di dislocamento, la FRANCE LIBRE sarà equipaggiata con 2 reattori nucleari ad acqua pressurizzata K22, che contribuiranno al raggiungimento, mediante 3 linee d’assi, di una velocità massima di 27 nodi. L’equipaggio, compreso il personale del wing imbarcato, dovrebbe essere composto da circa 2.000 uomini e donne.

Come noto, nel progetto della FRANCE LIBRE spiccano le 3 catapulte elettromagnetiche EMALS e gli altrettanti sistemi per l’appontaggio AAG di produzione statunitense, elementi principali di un ponte di volo avente una superficie di 17.200 m2 e una porzione angolata: ciò permetterà il decollo e l’appontaggio contemporaneo dei velivoli ad ala fissa, capacità assente sulla portaerei CHARLES DE GAULLE. Questa configurazione del ponte di volo permetterà inoltre alla futura portaerei di aumentare il rateo delle sortite giornaliere, circa 60, in caso di missioni operative ad alta intensità.

Il reparto aereo imbarcato della FRANCE LIBRE comprenderà circa 30 velivoli ad ala fissa, inizialmente RAFALE M F5, assieme a 3 velivoli E-2D ADVANCED HAWKEYE per l’allarme radar avanzato e fino a 6 elicotteri NH-90 CAIMAN. In prospettiva, nel wing imbarcato dovrebbe essere integrati UAV da combattimento e, verso metà degli anni ‘40, un Next Generation Fighter (NGF) sviluppato nell’ambito del programma Future Combat Air System (FCAS): in questo caso, il condizionale rimane fermamente d’obbligo essendo il programma FCAS oggetto di valutazioni politico-industriali che potrebbero incidere sulla sua concretizzazione. L’hangar della FRANCE LIBRE è asservito da 2 elevatori a murata aventi una portata di 40 t, mentre la disponibilità di energia elettrica permetterà una più massiccia elettrificazione dei sistemi imbarcati. La dotazione di munizionamento consentirà un’autonomia operativa di 7 giorni per operazioni a elevata intensità.

Secondo quanto dichiarato da Macron, gli oneri per la costruzione della nuova portaerei ammontano a circa 10 miliardi di euro, di cui circa il 90% destinati a sistemi, impianti e apparati prodotti in Francia. La costruzione della FRANCE LIBRE è previsto che inizi nel 2032 presso i Chantiers de l’Atlantique di Saint Nazaire, ma il completamento dell’allestimento e il rifornimento del combustibile nucleare avranno a luogo a Tolone, a metà circa del 2035. Le prove in mare sono previste nel 2036, mentre il formale ingresso in linea nella Marine Nationale è programmato per il 2038, in concomitanza con il ritiro dal servizio della CHARLES DE GAULLE. Si prevede infine che la portaerei FRANCE LIBRE rimanga in servizio per circa 45 anni.

 

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