RIVISTA ITALIANA DIFESA
Iran, Hormuz, Kuwait: che fa l’Italia? 13/03/2026 | Pietro Batacchi

A volte sembra che al nostro Paese non interessi ciò che sta accadendo sul piano internazionale e non ne abbia piena contezza, tutto preso dalle solite beghe interne (referendum in arrivo signori!).

A casa nostra qualcuno pensava che l’Iran fosse come il Venezuela e che il regime di Teheran andasse al tappeto dopo 5 bombe, come se questo stesso regime non combattesse per la propria esistenza e non fosse profondamente radicato, come è in effetti, nella società e nell’economia iraniana. L’opposizione interna c’è, ed è forte, certamente, ma lo è anche il regime, che ha uno zoccolo duro molto vasto.

Anche su Hormuz – in questo siamo in buona compagnia europea – si fatica veramente a capire quale sia la gravità della situazione e perché una missione per tenere aperto questo strategico braccio di mare non sia ancora stata messa in piedi: esatto, proprio dall’Europa, visto che si tratta di un interesse anche europeo. Abbiamo inviato un’armata navale a proteggere Cipro da “3 droni”, quando queste navi in realtà servirebbero da altre parti. Appunto, a Hormuz.

E poi c’è la questione della nostra postura rispetto alla guerra. Abbiamo una Task Force aerea in Kuwait, schierata presso la base di Ali Al Salem, più volte colpita dagli Iraniani, che ci fa lì adesso? Ci sono 4 Eurofighter TYPHOON, perché non vengono usati per proteggere lo spazio aereo del Kuwait, Paese nostro alleato e che ci ha dato negli anni ricche commesse militari? Sì, esattamente quanto fanno gli Eurofighter TYPHOON e gli altri assetti inglesi che, per proteggere Qatar, Giordania, ecc., abbattono droni e missili iraniani. Gli alleati e gli amici si vedono in questi momenti e non solo quando tutto fila liscio.

E arriviamo alla missione PRIMA PARTHICA nel Kurdistan iracheno e alla Task Force terrestre. La base di Erbil è sotto attacco, un militare francese è morto, noi cosa facciamo? Pare che il nostro contingente venga richiamato. Sarebbe grave, specie per la nostra credibilità internazionale. Attenzione: i nostri partner nell’area hanno la memoria lunga...

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. La caciara interna e la solita Italietta, che rischia però tremendamente in uno scenario dove le comfort zone non esistono più.

(in foto: 2 TYPHOON della Task Force dell'AM in volo su Kuwait City)

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