Nei primi 4 giorni di Guerra, l’Iran ha colpito praticamente tutte le basi militari americane (o da dove operano velivoli statunitensi) nel Golfo. Quello che emerge dall’analisi dei filmati e delle immagini satellitari è che diversi strike si sono concentrati su sistemi radar e sistemi di comunicazione.
Nel dettaglio, presso la base di Al-Jufair in Bahrein sono stati distrutti da droni SHAHED 2 radome che, secondo fonti stampa americane, ospitavano i sistemi di comunicazione satellitare AN/GSC-52B SATCOM.
Negli Emirati Arabi Uniti è stata invece colpita un’area all’interno della base di Al Dhafra dove erano precedentemente situate diverse antenne satellitari, mentre non è ancora chiaro se sia stato danneggiato anche un radar AN/TPY-2 parte del sistema antibalistico THAAD ad Al Ruwais: la scarsa qualità delle immagini (in foto) non consente di stabilirlo con certezza, ma sembrerebbero esserci segni di uno strike proprio nella zona del radar.
In Kuwait, oltre ai danni ad alcune strutture della base di Ali al Salem che parrebbero collegate a sistemi SATCOM, sono stati distrutti almeno 3 radome presso Camp Arifjan.
Almeno 1 strike si è registrato anche nella base saudita di Prince Sultan, sempre in un’area della base che pare adibita a comunicazioni satellitari e dove in passato ero schierato un radar AN/TPY-2.
Risulterebbe colpito anche il grande radar AESA a facce fisse da early warning e antibalistico a lungo raggio AN/FPS-132 situato nella base americana di Al Udeid, in Qatar; tuttavia, le immagini satellitari che circolano al momento in rete presentano alcune incongruenze che non ci consentono di confermarlo con certezza.
Infine, fonti iraniane indicano pure il danneggiamento di un altro AN/TPY-2 presso la base di Muwaffaq Salti (Giordania), ma non ci sono al momento evidenze in tal senso.
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