Nelle ultime 36 ore sono proseguite a ritmo sostenuto le operazioni aeree israelo americane sull’Iran. A partire dalle prime ore di ieri, inoltre, Israele ha iniziato a bombardare anche in Libano (Beirut, valle della Beeka e sud del Paese), dove ha colpito oltre 160 obiettivi e dove si registrano le prime operazioni di terra israeliane a ridosso del confine.
Nella notte e durante l’intera giornata del 2 marzo e nelle prime ore del 3 ci sono stati durissimi attacchi in tutto l’Iran, in particolare nell’area di Teheran dove sono state eliminate figure militari e politiche di alto rango, nonché centri di comando, edifici governativi, caserme e basi missilistiche.
Gli israeliani affermano di aver eliminato alti membri del Ministero dell'Intelligence (MOIS) del regime iraniano, tra cui Sayed Yahya Hamidi, Viceministro dell'Intelligence per gli "Affari israeliani", e Jalal Pour Hossein, Capo della Divisione Spionaggio. L'IAF ha colpito anche la sede del MOIS a Teheran. Colpiti anche 2 importanti complessi di sicurezza del regime: il quartier generale Sarallah dell'IRGC nel distretto di Kolahdouz, nella parte orientale di Tehran, bersagliato in almeno 2 ondate con bombe JDAM, e un complesso di comando appartenente alle forze di polizia, 2 strutture utilizzate per la repressione delle proteste anti-regime in Iran.
L’USAF ha colpito una fabbrica di armi nel distretto di Chitgar, nella parte occidentale di Tehran e una base di supporto logistico del Comando di Difesa Aerea della Forza Aerospaziale IRGC situata a nord di Vardavard, nella parte occidentale di Tehran. Attacchi aerei anche contro fabbriche del Ministero della Difesa e reparti logistici a Lavizan, nella periferia nordorientale della capitale iraniana. Inoltre, un intero edificio governativo è crollato a seguito di attacchi aerei israeliani nel distretto di Haft-e-Tir e un condominio, parzialmente utilizzato dall'intelligence iraniana situato a Dardasht, quartiere Narmak, è stato sventrato dagli israeliani. Sempre a Teheran, i velivoli con la stella di David hanno colpito anche la base di Aboozar, appartenente alle forze paramilitari Basij e situata nel quartiere di Khanabad, nonché 2 stazioni di polizia nei quartieri Shahreziba e Nabard. Inoltre, gli israeliani affermano di aver, stavolta, distrutto la sede centrale dell'emittente statale Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB).
Peraltro, ai raid su Teheran ha partecipato certamente almeno un drone stealth classificato RA-01, visto in volo sulla città in pieno giorno Si presume che Israele gestisca una miniflotta di questi droni stealth a lungo raggio, in grado di raccogliere informazioni ma anche di condurre attacchi.
Come detto, gli attacchi sono proseguiti su tutto il Paese. Nella base aerea Seyyed al-Shuhada di Shiraz sono stati distrutti cacciabombardieri Su-22M3/M4 e UAV OWA operativi (non mockup) e nell’area sono stati bersagliati lanciatori di missili balistici con missili HELLFIRE lanciati da droni MQ-9 REAPER della USAF, sempre più utilizzati e fondamentali, come gli HERMES 900 israeliani, nelle operazioni di ricerca, rilevamento ed eliminazione di lanciatori di missili balistici.
Pesanti gli attacchi dei caccia della portaerei LINCOLN contro la base navale di Konarak, dove 5 navi di superficie (2 fregate leggere, una corvettona JAMARAN e 2 pattugliatori) sono affondate e 6/7 edifici sono stati danneggiati o distrutti. La Marina iraniana ha perso anche l’unità expeditionary MAKRAN, pesantemente danneggiata negli attacchi contro la base navale di Bandar Abbas (dov’è stato colpito il centro di comando), così come la SHAHID BAGHERI, un'ex petroliera trasformata i portadroni. Secondo il CENTCOM 11 navi militari iraniane sono state affondate. Colpiti dalla Marina americana anche il porto di Mahshahr, situato a sud-ovest dell’Iran, e il quartier generale del Terzo Comando Marittimo della Marina IRGC. US Navy impegnata anche nell’area di Ahvaz (Iran sudoccidentale), dove è stato distrutto un deposito di munizioni appartenente alla Forza Aerospaziale IRGC e colpito un oleodotto. Colpito nuovamente anche lo strategico porto di Jask, nel Golfo di Oman.
Ad Isfahan è stata colpita una base missilistica situata a nord della città, dove è stato distrutto un lanciatore e danneggiato un edificio di controllo missilistico. I media iraniani riferiscono di esplosioni udite anche all’interno della città, nei pressi dell'impianto nucleare locale, sebbene l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) abbia dichiarato di non essere a conoscenza di alcun danno ai siti nucleari iraniani.
Nel resto del Paese vanno segnalati attacchi israeliani contro un centro di ricerca industriale del Comando missilistico balistico della Forza aerospaziale IRGC a Bid Kaneh, vicino a Malard e contro la base aerea di Dezful, sede di 3 squadroni di F-5, dove sono stati colpiti rifugi aerei e aree di parcheggio e distrutti o gravemente danneggiati diversi aerei. L'Aeronautica Israeliana ha colpito anche una base missilistica balistica ad Azimieh, vicino a Karaj e un altro edificio appartenente Ministero dell'Intelligence nella città di Ilam.
Una massiccia esplosione si è verificata nella città di Sanandaj, nel Kurdistan Iraniano, a seguito di un attacco aereo che ha colpito un sito militare all'interno della città. Colpita da caccia USAF anche la base aerea dell'Esercito a Kerman, mentre immagini satellitari mostrano ingenti danni agli edifici di stoccaggio, ai bunker e alle attrezzature di lancio dei droni presso la struttura di Choqa Balk-e nell'Iran occidentale.
Come nella notte tra il 28 febbraio ed il 1° marzo, anche nella successiva l’USAF ha utilizzato i propri bombardieri strategici – stavolta 3 B-1B decollati della base aerea di Ellsworth – negli attacchi contro obiettivi del regime iraniano durante la notte, con un volo non-stop direttamente dagli Stati Uniti.
Secondo i dati ufficiali più recenti, il numero di munizioni impiegate dall'IAF dall'inizio dell'operazione Roaring Lion è di oltre 2.500. A titolo di confronto, l'IAF ha impiegato circa 4.300 munizioni durante l'intera operazione Rising Lion del giugno 2025. Quindi, gli attacchi dell'IAF sono molto più estesi. Gli USA affermano di aver colpito più di 1.700 obiettivi in Iran. In totale, Israele stima che finora siano stati uccisi tra 1.000 e 1.500 membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e delle forze di sicurezza iraniane, mentre le autorità israeliane e statunitensi ritengono che l'Iran non abbia più di 200 lanciatori per missili a lungo raggio a seguito degli attacchi finora condotti.
L’Iran, dal canto suo, continua a resistere e a rispondere con attacchi contro Israele (dopo una notte di "calma" è tornato a colpire stamattina), ma ancor più contro gli stati arabi del Golfo, secondo una precisa strategia che mira a colpire obiettivi civili e militari presenti in tali Paesi per mettere sotto pressione i relativi governi affinché plachino Trump o, quantomeno, smettano di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le loro basi militari. Colpiti ancora molto duramente Bahrein (dove nella notte si sono anche registrate proteste contro il Governo) - a Manama diversi edifici e grattacieli civili sono in fiamme – e Kuwait, dove è stata bersagliata anche l’ambasciata USA. Anche gli EAU continuano a subire attacchi con droni SHAHED-136 che hanno colpito aree residenziali a Ras al-Khaimah e il porto petrolifero di Fujairah nel golfo di Oman (hub fondamentale per "bypassare" Hormuz). Colpiti anche 2 data center di Amazon negli Emirati e 1 in Bahrein.
In Arabia Saudita è stata colpita ieri la raffineria di Ras Tanura, una delle più grandi del Medioriente, in risposta agli attacchi aerei contro gli impianti petroliferi iraniani, tra cui il suddetto oleodotto vicino ad Ahvaz. Alcune attività sono state interrotte, dopo che l’attacco di UAV ha causato un incendio di una parte del complesso. Colpita con 2 droni SHAHED-136 anche l'ambasciata americana a Riyadh. Secondo le stime ufficiali l’Iran ha lanciato 871 missili e 1.126 droni contro i paesi del Golfo, dei quali 871 complessivi, cioè UAV e missili, contro gli EAU, 562 verso il Kuwait, 146 contro il Bahrein e 145 verso il Qatar, mentre il resto sono finiti in Arabia Saudita (17) e Oman (appena 2) e circa 250 in mare.
Inoltre, nella giornata di ieri gli iraniani hanno lanciato altre 2 ondate di UAV SHAHED-136 e di un paio di missili balistici multistadio a propellente solido SEJIL-2 contro la base RAF di Akrotiri, a Cipro, che hanno causato “lievi danni” alla pista. A difesa di Cipro,oltre agli attuali 10 TYPHOON e 6 F-35B britannici, si è già mobilitata la Grecia, che ha inviato sull'isola 4 caccia F-16 (base di Paphos) e 2 fregate (la FDI KIMON e la PSARA, classe MEKO). Support atteso anche da Francia (1 fregata e "sistemi antimissile e C-UAV) e UK (un cacciatorpedineire Type 45).
Per quanto riguarda le operazioni navali, almeno 5 petroliere sono state colpite da droni o missili iraniani nello Stretto di Hormuz o nelle sue vicinanze. Si tratta della Ocean Electra, battente bandiera liberiana, della Vyom, battente bandiera delle Isole Marshall, della Hercules Star, battente bandiera spagnola, della Skylight, battente bandiera di Palau e della Stena Imperative colpita nel porto di Manama. Secondo fonti non confermate, la Skylight, colpita a 5 miglia nautiche dall'Oman, potrebbe essere stata colpita dagli americani perché monitorava i movimenti nello Stretto di Hormuz per conto degli IRGC.
Nonostante gli attacchi americani e israeliani– ieri sono state eliminate almeno 4 batterie antiaeree di BAVAR, TEBAS e TOR-M1 - la difesa missilistica iraniana continua ad essere attiva in alcuni quadranti del Paese (zona Teheran, Hamedan dove risulta ancora attivo un sistema di difesa aerea a lungo raggio S-200VE, Isfahan e nel sudovest). È possibile che tali sistemi sdiano stati responsabili di almeno uno – o tutti – degli abbattimenti dei 3 cacciabombardieri pesanti F-15E del 335th FS precipitati sul Kuwait ufficialmente per fuoco amico da parte dei sistemi antiaerei kuwaitiani. Possibilità certamente concreta, considerando che le procedure IFF risultano estremamente complicate in spazi aerei particolarmente congestionati e inquinati da EW. Inoltre, almeno un UAV HERMES-900 israeliano è stato abbattuto a Khomeini Shahr, vicino a Isfahan, con una munizione QAEM-118. Abbattuti anche 2 droni HERON israeliani.
Stranamente attiva, per stessa conferma del CENTCOM, l’Aeronautica iraniana. Sono infatti documentati voli di pattugliamento di caccia MiG-29B e addestratori avanzati/caccia leggeri Yak-130 armati con missili aria-aria R-73E su Teheran, nonché quella di bombardieri di teatro Su-24MK, 2 dei quali abbattuti dai qatarini.
Nelle città – soprattutto a Teheran - risultano ancora attive le milizie Basij che hanno il compito di dissuadere la popolazione dal protestare contro il regime e, per tale motivo, continuano ad essere mobilitate per le strade delle città iraniane, dove procedono in gruppi di decine di moto e pickup e, assieme, alle IRGC allestiscono posti di blocco.
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