A seguito degli attacchi statunitensi e israeliani di questa mattina – che, dopo le prime 2 ondate di cui abbiamo dato conto sono proseguiti nel corso della giornata, in particolare contro lanciatori di missili balistici, sistemi radar e antiaerei – l’Iran ha risposto con il lancio di missili balistici contro Israele e contro le basi statunitensi nella regione.
Nel dettaglio, Israele è stato bersagliato con una quarantina di missili in 9/10 salve (dalle 9:10 alle 15:34 ora italiana), dunque con piccole salve da una manciata di missili; a questi si aggiunge almeno un’ondata di droni SHAHED-136 che stanno raggiungendo Israele al momento in cui scriviamo (15:40). La quasi totalità dei vettori iraniani è stata abbattuta dalle difese aeree israeliane, ma almeno 1 missile ha colpito ad Haifa e un altro ad Ashkelon, più un terzo missile in un’area non ancora identificata. Questo almeno quanto possiamo confermare. Le prime salve erano dirette principalmente contro Haifa e contro la zona di Beer Sheva, mentre successivamente gli attacchi si sono estesi anche all’area di Tel Aviv e al resto del Paese.
Poco dopo i primi lanci contro lo Stato Ebraico è partito l’attacco contro le basi militari statunitensi nella regione. Nello specifico, sono state bersagliate la base di Al Udeid (Qatar), quella di Al Dhafra (Abu Dhabi, EAU), quella di Ali al Salem (Kuwait), quella di Muwaffaq Salti (Giordania, 2 missili intercettati e uno a bersaglio – ma sembrerebbe fuori dal perimetro della base), quella di Prince Sultan (Arabia Saudita), quella di Erbil (Iraq) e quella in Bahrain (Naval Support Activity Bahrain).
Quest’ultima in particolare è stata colpita in un primo momento da almeno 1 missile balistico e da 1 drone SHAHED-136 (che ha centrato il radome di un radar, in foto), ed è oggetto di un’altra salva di missili al momento in cui scriviamo, con alcuni impatti registrati. Almeno 1 impatto si è registrato anche presso la base di Ali al Salem, con danni ingenti a una delle piste, dove – ricordiamo - sono schierati circa 300 militari italiani della IT NCC Air/TFA-K (Italian National Contingent Command Air/Task Force Air-Kuwait), che secondo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani sono al sicuro e non sono stati interessati dall’attacco. Militari italiani sono presenti anche presso la base irachena di Erbil, anch’essa attaccata (ma probabilmente dalle milizie sciite irachene filo iraniane).
I missili lanciati contro le altre basi sono stati invece intercettati dalle difese aeree, molto attive in particolare a Doha e Abu Dhabi dove si sono registrati i maggiori numeri di missili (almeno una decina rispettivamente). Un impatto si è registrato anche Dubai, dovuto probabilmente hai detriti di un missile a seguito dell'intercetto.
+++ Seguiranno aggiornamenti +++



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