A seguito delle attività che abbiamo portato avanti nelle scorse settimane con la Marina e l’Esercito Indiani, negli ultimi 2 giorni siamo stati ospiti dell’Aeronautica di New Delhi che, come già accaduto per le altre 2 Forze Armate, ha voluto mostrarci le proprie capacità e il percorso intrapreso verso l’autosufficienza, la tecnologizzazione e la modernizzazione dello strumento aereo.
Siamo tornati presso il Pokhran Field Firing Range, nel distretto di Jaisalmer, in Rajasthan (India nordoccidentale), a circa 100 km dal confine con il Pakistan (impegnato tra l’altro, la scorsa notte, in pesanti scontri a fuoco contro i Talebani in Afghanistan).
Qui si è tenuta l’Esercitazione VAJU SHAKTI 2026 (che in hindi significa Air Power), alla presenza, tra gli altri, della Presidente Droupadi Murmu (in qualità di Comandante Supremo delle FA) e dei vertici dell’Aeronautica Indiana.
L’attività è stata condotta con l’obiettivo di mostrare le capacità operative dell’IAF, inviando un messaggio diretto ai propri vicini anche in chiave deterrente; di affermare la rilevanza dell’IAF nel condurre operazioni di targeting su obiettivi ad alto valore in profondità nel territorio di un Paese nemico (come avvenuto nell’operazione SINDOOR, i cui risultati vengono esibiti con orgoglio); e, infine, di testare la capacità di integrare diversi mezzi e sistemi aerei e sensori, tanto nella terza dimensione quanto a terra, al fine di stabilire il “controllo dell’aria”, obiettivo centrale della dottrina militare indiana.
All’Esercitazione ha preso parte un ampio e articolato spettro di piattaforme. Per quanto concerne la componente da caccia, sono stati impiegati i multiruolo RAFALE e MIRAGE 2000, il cacciabombardiere JAGUAR e i caccia per la superiorità aerea MiG-29 e Su-30MKI. Sul versante elicotteristico erano presenti gli elicotteri d’attacco AH-64 APACHE, i Mi-17 V5, 2 CHINOOK per il trasporto aereo pesante (che hanno posato al suolo sistemi di artiglieria M777), nonché gli elicotteri da attacco leggero LCH HAL PRACHAND e HAL RUDHRA.
Per il trasporto strategico e tattico sono stati inoltre impiegati velivoli C-17 GLOBEMASTER III, C-130J e C-295.
Era altresì schierata una componente di supporto basata a terra, comprendente sistemi antiaerei a medio raggio AKASH, sistemi a corto raggio SPYDER e il sistema di artiglieria contraerei BOFORS L-70 da 40 mm, oltre alle forze speciali.
Nel complesso sono stati ingaggiati 23 obiettivi (centri C2, infrastruttura Oil&Lubricant, siti radar, ecc.) e sono state impiegate 277 munizioni (bombe intelligenti, plananti, missili aria-aria e aria-terra, loitering munitions) per un totale di 11.835 kg di esplosivo.
Tutti gli ulteriori dettagli nel reportage completo su RID 5/2026.



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