RIVISTA ITALIANA DIFESA
Le capacità stand-off a lungo raggio ucraine 25/02/2026 | Igor Markic

Il 2025 e l’avvio del 2026 hanno certificato il progresso compiuto dall’Ucraina nella produzione di sistemi d’attacco a lungo raggio.

Questa metamorfosi rappresenta non solo un’evoluzione tecnologica ma, probabilmente, la potenziale nascita di tendenze che potrebbero riscrive le regole della guerra convenzionale moderna.

Mentre nei primi anni del conflitto su larga scala, iniziato nel febbraio 2022, la capacità di Kiev di proiettare forza oltre le linee del fronte dipendeva interamente dalla volontà politica delle capitali occidentali e dalle loro forniture di armamenti avanzati, come lo SCALP/STORM SHADOW o l’ATACMS, la situazione alla fine del 2025 presenta uno scenario diverso.

L’industria della difesa ucraina, attraverso un processo accelerato di innovazione sotto pressione bellica, ha sviluppato, testato operativamente e messo in produzione seriale un ecosistema diversificato di sistemi d’arma capaci di colpire obiettivi a distanze che variano da 150 km fino ai circa 3.000 km dichiarati, creando una capacità strategica che conferisce a Kiev maggiore autonomia rispetto alle esitazioni e ai calcoli politici dei suoi alleati occidentali. Questa analisi tecnica si concentrerà esclusivamente sui sistemi di produzione indigena, escludendo deliberatamente le piattaforme di importazione occidentale proprio per evidenziare con chiarezza la maturità industriale e tecnica raggiunta dall’apparato militare-industriale ucraino.

La categorizzazione adottata seguirà la metodologia proposta dall’analista Fabian Hoffmann in un suo studio comprensivo pubblicato sul proprio blog Missile Matters alla fine del 2025. A differenza di molte classificazioni privilegianti gittate e raggi d’azione, Hoffmann utilizza 3 macro-categorie basate esclusivamente sul carico utile trasportabile, per dividere gli effettori in:

- pesanti, definiti come sistemi con testate superiori ai 200 kg;

- medi, che trasportano tra i 100 e i 200 kg;

- leggeri, con carico utile inferiore ai 100 kg.

Adottiamo volentieri questa distinzione poiché è la massa della testata a determinare in modo diretto il tipo di obiettivi che possono essere credibilmente minacciati e il livello di danno strutturale infliggibile in un singolo attacco. Un effettore pesante può distruggere un ponte ferroviario o penetrare un bunker di comando interrato, mentre un effettore leggero è ottimizzato per colpire infrastrutture vulnerabili come taluni elementi della raffinazione o dello stoccaggio petrolifero o sottostazioni elettriche, causando danni economici cumulativi attraverso attacchi ripetuti.

L'articolo completo, con tutti i dettagli sulle capacità stand-off a lungo raggio ucraine e i sistemi prodotti da Kiev, è pubblicato su RID 3/26, disponibile online e in edicola!


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