Nonostante le sanzioni imposte dai Paesi occidentali e le risorse necessarie per proseguire la “operazione militare speciale” in Ucraina, il Presidente Putin ha annunciato che la Russia ha incassato oltre 15 miliardi di dollari dalle esportazioni di armamenti nel 2025, fornendo equipaggiamenti militari a più di 30 Paesi. Durante una riunione della Commissione per la Cooperazione Tecnico-Militare a Mosca, il leader russo ha sottolineato che tutti i contratti sono stati onorati e che i ricavi saranno utilizzati per “modernizzare le imprese della difesa, ampliare la capacità produttiva e finanziare programmi di ricerca”. Secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute, tuttavia, le cifre fornite da Putin non sarebbero credibili. I ricavi reali potrebbero essere inferiori di diversi miliardi di dollari, considerando che le esportazioni di armi russe sono crollate tra il 2021 e il 2023 e potrebbero essere passate da 14,6 miliardi di dollari a circa 3 miliardi (fonte Jamestown Foundation). Da allora, Mosca ha cessato di fornire informazioni alle competenti organizzazioni delle Nazioni Unite, rendendo più difficile elaborare previsioni affidabili sul proprio commercio di armamenti. Secondo altre analisi, i ricavi russi sarebbero aumentati del 23% nel 2025, ma tale crescita deriverebbe dalla domanda militare interna, che “ha più che compensato i ricavi persi a causa del calo delle esportazioni di armamenti”. Al di là dell’incertezza sui numeri reali, Rosoboronexport, monopolista statale russo per l’export di armamenti, ha annunciato risultati eccezionali nel fornire supporto tecnico-militare ai Paesi africani, superando i livelli della “Guerra Fredda”. Il Cremlino ha dato priorità alle vendite di armi verso Africa, Asia e Medio Oriente, aree non direttamente soggette alle sanzioni occidentali. Putin ha dichiarato che oltre 340 progetti congiunti nel settore della difesa con 14 Paesi sono attualmente in corso o in fase di sviluppo e ha annunciato ulteriori misure di sostegno statale alle esportazioni militari per il periodo 2026–2028. Se le cifre riportate fossero accurate, la capacità della Russia di mantenere le esportazioni di armamenti agli attuali livelli potrebbe sollevare interrogativi sull’efficacia delle sanzioni occidentali. Molti Paesi in Africa e Asia continuano infatti ad approvvigionarsi di armamenti russi, attratti da costi inferiori e da relazioni politiche consolidate.
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