Fincantieri ha presentato oggi ad analisi e addetti ai lavori il Piano Industriale 2026-30. Si tratta di un Piano molto ambizioso, ma allo stesso tempo sostenibile, data la domande in forte crescita e i trend di mercato, che risentono inevitabilmente dello scenario geopolitico di riferimento, nel quale la Difesa torna ad essere protagonista indiscussa.
I numeri sono molto positivi e confermano la crescita del gruppo. I ricavi aumenteranno in media tra quest’anno e il 2030 dell’8%, raggiungendo secondo le stime quota 12,5 miliardi di euro nel 2030, rispetto agli 8,1 miliardi di euro del 2024. In grande crescita anche la redditività, con con un EBITDA previsto nel 2030 a 1,25 miliardi di euro, ben il 90% in più rispetto al 2025 e un margine del 10%, quasi il doppio rispetto al 2024. Buone notizie anche sul fronte dell'utile netto, stimato a 500 milioni di euro nel 2030: era attorno ai 30 milioni di euro nel 2024. Già quest'anno la guidance indica 110 milioni utile netto. I nuovi ordinativi nell’arco del Piano Industriale sono attesi nell’intorno dei 50 miliardi di euro, di cui ben 5 miliardi nei prossimi 6 mesi, e Difesa protagonista già quest’anno.
Il Piano Industriale si basa in particolare su 4 pilastri strategici: incremento della capacità produttiva (“capacity boost”); aumento della produttività; rafforzamento dei progetti strategici; crescita nelle adiacenze. Con tali iniziative, Fincantieri punta a rafforzare la sua impronta globale, l’efficienza produttiva e il suo portafoglio di soluzioni altamente tecnologiche, con investimenti mirati e una riarticolazione del proprio sistema cantieristico al fine di aumentarne la capacità e la profittabilità.
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