Secondo il Wall Street Journal, il Pentagono avrebbe dato ordine ad un secondo gruppo da battaglia portaerei di prepararsi ad un dispiegamento nell’area mediorientale e a raggiungere così il gruppo da battaglia portaerei della LINCOLN, da tempo in area operativa. Sempre secondo il WSJ, questo secondo gruppo verrebbe dispiegato dalla costa orientale degli USA e raggiungerebbe il Medioriente in 2 settimane.
Sebbene non sia stato specificato, dovrebbe trattarsi con ogni probabilità della portaerei BUSH e del suo gruppo da battaglia, che sta attualmente completando un’esercitazione Composite Training Unit Exercise (COMPUTEX) al largo della Virginia in ottica di un futuro dispiegamento, e che sarebbe dunque disponibile nelle prossime settimane. In alternativa, potrebbe essere inviato il CSG della FORD, attualmente nel Mar dei Caraibi, ma essendo impegnato in operazioni dal giugno scorso è assai improbabile. Si potrebbe altrimenti optare per inviare la GEORGE WASHINGTON, di stanza in Giappone, ma si lascerebbe così sguarnito il quadrante Indopacifico.
La notizia giunge dopo l’incontro a porte chiuse tra Trump e Netanyahu, al termine del quale il Presidente americano ha affermato che i colloqui con l’Iran vanno avanti e di sperare ancora nel raggiungimento di un accordo con Teheran.
La sensazione è in realtà che entrambe le parti stiano prendendo tempo, in vista della resa dei conti finale. Washington ha la necessità di rafforzare ulteriormente il dispositivo nell’area, condizionato anche dalla ritrosia degli alleati arabi a concedere l’uso delle basi e dei propri spazi aerei, nell’eventualità di un conflitto. Ecco perché sarebbe necessario un secondo Carrier Strike Group, specie se si pensa che una guerra questa volta potrebbe non essere breve.
Teheran, per parte sua, sta incrementando lo sforzo per disperdere il più possibile i propri assetti in profondità, nella consapevolezza che un vero e proprio scudo antiaereo e antimissile, dopo la Guerra dei 12 Giorni, non esiste più.
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