RIVISTA ITALIANA DIFESA
Recovery Fund, i progetti della Difesa 14/09/2020 | Pietro Batacchi

E’ stata resa nota la (corposa) lista dei progetti italiani candidati agli stanziamenti del Recovery Fund che il Governo italiano spedirà a breve alla Commissione Europea. Tra questi ce ne sono alcuni di grande interesse militare, proposti sia dal Ministero dello Sviluppo Economico sia dal Ministero della Difesa. Il primo – oltre ad un piano da 3,5 miliardi per la “space economy” - ha proposto un piano di 25 miliardi in 5 anni per “consentire al comparto un salto tecnologico nella ricerca, nell’innovazione e nella costruzione di piattaforme duali ad elevatissime prestazioni, con ridotto impatto ambientale, totale sicurezza cyber ed innovazione digitale: elicotteri di nuova generazione FVL, aerei di sesta generazione, tecnologia sottomarina avanzata, tecnologia unmanned intersettoriale, I.A., navi”. Come si vede nel pacchetto del MiSE ci sono programmi molto importanti. Si va evidentemente dal TEMPEST ai sottomarini U-212 NFS, con tutte le tecnologie ad essi legate, passando per le “navi”. In questo caso il riferimento potrebbe essere alle EPC (European Patrol Corvette), ma anche ai progetti nazionali per le nuove unità anfibie (LPX) e per i nuovi cacciatorpediniere (DDX). Tuttavia, il riferimento a nostro avviso più rilevante, è quello agli “elicotteri di nuova generazione FVL”. Con questo acronimo come noto si identifica il programma dell’US Army FVL (Future Vertical Lift), rispetto al quale il Governo americano ha lanciato una massiccia campagna verso i Paesi alleati e partner per dare vita ad una sorta di “F-35 ad ala rotante” . L’Italia, dopo che l’EI ha messo nero su bianco il suo interesse per il programma nel documento “Le Cinque Sfide”, potrebbe essere a questo punto coinvolta (ma al momento non ci sono conferme e dettagli in merito) pure con l’industria nazionale. Il programma FVL per l’US Army prevede ad oggi lo sviluppo di una macchina da scout armato per il rimpiazzo dei KIOWA WARRIOR, FARA, e di un rimpiazzo per il BLACK HAWK, FLRAA, mentre, ricordiamo, l’EI ha già investito 500 milioni di euro per lo sviluppo dell’AW-249 e Leonardo sta continuando lo sviluppo del convertiplano con l’AW-609, che potrebbe avere importanti evoluzioni in applicazioni “governative”. L’FVL potrebbe, peraltro, portare in futuro anche allo sviluppo di una variante pesante d’attacco e ad un sostituto del CHINOOK. Venendo, invece, alle iniziative della Difesa – che coprono un arco di tempo compreso tra 1 e 5 anni – troviamo 2,2 miliardi di euro per una serie di progetti riguardanti la sicurezza e la resilienza cyber, 320 milioni per il 5G della Difesa, 350 milioni per addestramento “sintetico” e strumenti di connettività, 331 milioni per il potenziamento della capacità nazionale di ricerca e soccorso su alti fondali marini, anche attraverso l'incremento della sicurezza della navigazione a scopo preventivo, 253 milioni per il potenziamento delle capacità meteo dell’AM e 180 milioni per il completamento dell'ammodernamento tecnologico e capacitivo della Rete Interforze in Fibra Ottica Nazionale (RIFON). Ulteriori dettagli su RID 10/20.


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