RIVISTA ITALIANA DIFESA
NATO e proiezione di stabilità verso sud 15/03/2017 | Pietro Batacchi

Ieri 14 marzo si è svolta a Roma un’interessante giornata di studio dal titolo: “Projecting stability on NATO southern neighbourhood”. La giornata, organizzata da Istituto Affari Internazionali, NATO Public Diplomacy Division e NATO Defence College, con il supporto di Elettronica e la media partnership di RID, si è svolta in 2 parti. Una prima parte di Workshop a porte chiuse, al quale ha preso parte anche chi scrive, tenutasi presso il Centro Alti Studi della Difesa, ed una seconda parte di conferenza aperta al pubblico presso il Centro congressi di Roma Eventi. La prima parte ha messo a confronto ricercatori ed esponenti del mondo accademico, con analisti, esponenti dell'industria della Difesa, a cominciare dal Direttore Generale di Elettronica Domitilla Benigni, ed esponenti di alto livello della NATO. Il tema di discussione centrale è stato l'adattamento strategico della NATO verso sud e le modalità di risposta nei confronti delle minacce che da questa parte del mondo emanano verso l'Europa e l'Italia: dal terrorismo, alla proliferazione di WMD, all'immigrazione clandestina ecc. La discussione che ne è uscita è stata molto interessante ed ha messo in luce diversi punti di vista e sensibilità, ma anche la comune consapevolezza che per affrontare minacce del genere occorre un approccio cosiddetto comprensivo che metta assieme l'impegno di NATO ed UE, e di altre organizzazioni di diverso tipo, nazionali ed internazionali. In quest'ottica uno strumento molto importante è quello dei partenariati di sicurezza, che la NATO ha in essere con diversi Paesi dell'area, dalla Tunisia, all'Iraq, passando dalla Giordania, e le missioni in ambito di maritime security, da SEA GUARDIAN, della stessa NATO, a SOPHIA per ciò che concerne l'Unione Europea. A questi strumenti si sta affiancando anche la creazione dell'hub per il sud presso il Joint Forces Command di Napoli, al quale dedicheremo un approfondimento specifico, fortemente voluto dalla Difesa e dagli Esteri italiani e che avrà un ruolo molto importante di coordinamento e non solo rispetto al problema della proiezione di stabilità verso il Mediterraneo ed il Nordafrica da parte della NATO. Sempre in quest'ottica, la NATO sta rafforzando le sue capacità d'intelligence, ed a breve nascerà la Divisione dedicata nell'ambito dell'Alleanza di cui vi avevamo dato notizia già un po' di tempo fa, e sta ricercando una maggiore ed ulteriore cooperazione con l'Unione Europea, in particolare sul fronte dei rapporti tra SOPHIA e SEA GUARDIAN. Certo, sullo sfondo resta il grande problema della stabilità della Libia, problema che negli ultimi mesi si è addirittura accentuato come abbiamo dato conto su queste colonne anche in questi giorni, ma si può dire che negli ultimi 2 anni sia l'UE che la NATO abbiano decisamente incrementato il proprio impegno per la stabilizzazione della regione mediterranea. Esattamente da qui si è aperta la parte pubblica della giornata, con la conferenza di Roma Eventi, e l'intervento del Ministro Plenipotenziario Massimo Ambrosetti, Vice Rappresentante Permanente italiano alla NATO, che ha, appunto, voluto ricordare ciò che è stato fatto in questi 2 anni dall'Alleanza Atlantica. Innanzitutto il consolidamento del concetto della “parità” tra il fianco meridionale e quello orientale della NATO, concetto sino a poco tempo fa non scontato, e poi la creazione di SEA GUARDIAN e dell’hub per il sud, e le nuove misure che verranno e che potranno riguardare Libia, sul fronte per il momento del Defence Capacity Building, e nuove modalità di pianificazione per il sud. In particolare, per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, l'Italia ha proposto lo sviluppo di un Advanced Planning con il quale, da un lato, aumentare il profilo di deterrenza dell'Alleanza anche sul fianco sud, dall'altro, poter gestire anche eventuali contingenze più convenzionali. Una riflessione in tal senso sul piano generale è già partita e vedremo nei prossimi mesi quali saranno i frutti. Se si considera che soltanto, appunto, 2 anni fa l'Italia era praticamente sola a contrastare le conseguenze dell’instabilità nello scacchiere mediterraneo, i risultati possono essere considerati positivi. Il Ministro Ambrosetti ha poi ricordato che la tanto citata VJTF della NATO non è uno strumento da intendersi a senso unico, ovvero da impiegare ad uso e consumo degli interessi di sicurezza dei Paesi della cintura orientale, ma uno strumento ad ampio spettro, dunque capace all’occorrenza di intervenire anche sul fianco meridionale. La conferenza è poi proseguita su questa lunghezza d'onda con interventi di esponenti della Difesa italiani e del mondo accademico, ed è stata conclusa dal Sen. Nicola Latorre, Presidente della Commissione Difesa della NATO che ha rimarcato il fatto che il prossimo summit NATO – programmato per maggio a Bruxelles e durante il quale si sancirà anche il definitivo passaggio nel nuovo Head Quarter, realizzato in una struttura più moderna, e maggiormente robusta sotto il profilo cyber, posta proprio di fronte all'attuale – permetterà di fare chiarezza a proposito delle vere intenzioni del Presidente Trump, che parteciperà al vertice, circa la NATO ed il suo ruolo.


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