Il 19 marzo, il Segretario di Stato americano ha autorizzato una serie di richieste Foreign Military Sales (FMS) urgenti per armamenti da parte dei Paesi del Golfo e della Giordania, usando una procedura d’emergenza che consente di saltare il processo di revisione da parte del Congresso (Section 36(b), Arms Export Control Act).
Si tratta di ordini da svariati miliardi di dollari, provenienti in particolare dagli Emirati Arabi Uniti (oltre 7 miliardi), duramente colpiti dai lanci di missili iraniani.
Gli UAE, infatti, hanno fatto richiesta di un Long Range Discrimination Radar (l’enorme sensore di early warning in installazione fissa, prodottto da Lockheed Martin, in foto), che dovrà essere pienamente integrato con le batterie antimissile Terminal High Altitude Area Defense (THAAD). Gli Emirati dispongono già di batterie THAAD, essendo stato il primissimo acquirente estero e anche il primo Paese ad utilizzarlo operativamente. Gli Emirati dovrebbero disporre di un paio di batterie, seppur con un numero ridotto di lanciatori, e hanno probabilmente perso un radar AN/TPY-2, gravemente danneggiato da un drone iraniano.
La nuova autorizzazione non include ulteriori lanciatori o missili (ma non sorprenderebbe se una richiesta in tal senso seguisse) però include 2 Fire Control and Communications (TFCC) tactical operations stations (il nodo C3 delle batterie THAAD) e 2 Launch and Control Stations. Vengono anche autorizzati 12 uplinkers per integrare in rete i radar mobili SENTINEL A4. In totale, con tutto il supporto accessorio, si arriva potenzialmente fino a 4,5 miliardi di dollari.
Gli Emirati vogliono anche acquistare 10 sistemi antidrone Fixed Site- Low, Slow, Small Unmanned Aircraft Integrated Defeat System (FS-LIDS). Ciascun sistema, pallettizzato, include sensori radar in banda KU Multi-Function Radio Frequency System (KuMRFS), sensori elettro-ottici EO/IR e lanciatori per droni intercettori COYOTE Block 2 per l’abbattimento di droni ostili, oltre ad un sistema C2 associato e tutto il contorno di sistemi accessori. Vengono richiesti 240 intercettori COYOTE. Il costo complessivo tutto incluso ha un tetto previsto a 2,1 miliardi.
Sempre gli Emirati hanno anche richiesto 644 milioni (stimati) in munizioni ed aggiornamenti per la flotta F-16. In particolare si tratta di 1.500 bombe GBU-39/B Small Diameter Bomb; 900 kit guida KMU-556 Joint Direct Attack Munition (JDAM) per trasformare bombe MK84 (2000 libbre, circa 900 kg) in GBU-31; e 900 kit KMU-557 JDAM, questi destinati alle bombe anti-bunker tipo BLU-109 sempre da 2000 libbre. Tutto il supporto relativo, più parti di rispetto e interventi sugli aerei, sono elencati in modo più vago. Gli UAE hanno anche richiesto 400 missili aria-aria AIM-120 AMRAAM del tipo C7 o C8, e relativo supporto, per 1,22 miliardi.
Il Kuwait ha presentato la singola richiesta più costosa, stimata in fino a 8 miliardi. Si tratta di acquisire 8 dei nuovissimi radar Lower Tier Air and Missile Defense Sensor (LTAMDS) (GHOSTEYE, per RTX che li produce) per le batterie PATRIOT. In allegato sono richiesti 5 Large Tactical Power Systems per alimentare radar e sistemi connessi sul campo; 8 “frequency converters”, camion tattici M983A4 per la mobilità, shelter e laboratori e materiale per la manutenzione sul campo e altri accessori e supporto.
Infine, la Giordania ha richiesto un pacchetto di supporto e parti di rispetto per sostenere l’operatività dei suoi F-16, C-130 e, a sorpresa, anche degli anziani F-5. Il valore è modesto, stimato a 70,5 milioni, peraltro non tutti “nuovi” poiché viene menzionato che si va ad incrementare una precedente richiesta da 49,1 milioni.
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