Euronaval è da sempre la vetrina che Naval Group sceglie per presentare i suoi concetti più interessanti nel dominio marittimo, e l’edizione 2026 non fa eccezione: presso lo stand dell’azienda è esposto infatti modellino in scala dell’SCX26, il concetto di una nave da combattimento del futuro che, per dimensioni e design, rappresenta a tutti gli effetti un cacciatorpediniere.
Dotata di una propulsione di tipo CODLAG, l’unità ha una lunghezza di 170 m, una larghezza di 24 m e un dislocamento di 8.000 t; raggiunge una velocità massima di 30 nodi e ha un’autonomia superiore alle 8.000 miglia nautiche. L’equipaggio è di 150 persone, ma è prevista una capacità aggiuntiva di 100 posti per ufficiali superiori e personale specialistico.
L’architettura si basa sostanzialmente su 2 moduli integrati, con l’area modulare pensata per accogliere nuove capacità operative in forma, appunto, modulare.
La sezione poppiera ruota attorno a un’ampia mission bay, che funge sostanzialmente da hangar centralizzato deputato al lancio e al recupero dei droni (UUV, AUV, e UAV) ed elicotteri. Il ponte di volo è dimensionato per un elicottero della classe NH-90.

Tra i sensori figurano un radar UHF dedicato alla difesa contro i missili balistici, un radar AESA (Active Electronically Scanned Array, derivato dalla famiglia SEA FIRE), una suite sonar per la lotta antisommergibile e capacità avanzate di guerra elettronica.
L’armamento principale comprende 100 celle VLS (Vertical Launching System) in diverse configurazioni e moduli (comunque della famiglia SYLVER per, probabilmente, il lancio di ASTER 30, MdCN e, visto che si tratta di un “concetto” futuro, probabilmente anche l’intercettore AQUILA).
La difesa ravvicinata è affidata a 2 lanciatori modulari multifunzione RAMPART (per razzi guidati, missili, mini siluri, inganni, ecc.) e a un laser da 100 kW.

Ulteriori dettagli e approfondimenti sul numero di RID 1/27.
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