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Euronaval 2026, Fincantieri presenta NAVIS SAPIENS: il "cervello digitale" per le navi militari 04/11/2026 | Carolina Paizs (da Parigi)

In occasione di Euronaval 2026, Fincantieri ha presentato NAVIS SAPIENS, il concetto con cui il gruppo definisce le proprie navi di nuova generazione: unità dotate di un "cervello elettronico" che le rende "pensanti".

In concreto, si tratta di un'architettura digitale di bordo che raccoglie in un unico ambiente i dati di tutti i sistemi della nave e permette di aggiornare o aggiungere funzioni software durante l'intera vita operativa dell'unità. Il progetto è sviluppato da Fincantieri NexTech, la controllata "tecnologica" dell'azienda, attraverso la joint venture Ingenium.

In ambito militare, NAVIS SAPIENS è già previsto sui nuovi cacciatorpediniere DDX della Marina Militare: secondo il comunicato diffuso da Fincantieri alla firma del contratto, lo scorso 24 settembre, infatti, il DDX "concretizza il concetto di Navis Sapiens". Nel corso della presentazione non sono state indicate altre unità, ma è verosimile che il sistema possa interessare anche le fregate FREMM EVO, i pattugliatori PPX e le unità già in servizio, nell'ambito dei programmi di ammodernamento.

Oggi su un'unità militare ogni sistema (propulsione, energia, automazione, sensori, sistemi d'arma, manutenzione) ha un proprio software, di fornitori diversi, che non comunica con gli altri. Aggiornarlo richiede interventi lunghi e costosi, che non coincidono con l'incessante evoluzione tecnologica e i suoi cicli ormai sempre più compressi: elemento ancora più rilevante se si pensa che una nave progettata oggi resterà in servizio fino al 2060 (e oltre).

NAVIS SAPIENS interviene proprio su questo punto: funziona come un sistema operativo di bordo, sul quale le applicazioni possono essere installate, sostituite o aggiornate nel tempo, senza riprogettare la nave.

La piattaforma si articola su 3 livelli. Il primo, la Foundational Digital Platform (FDP), collega i vari sistemi di bordo e ne raccoglie i dati in forma omogenea. Il secondo livello ospita le applicazioni che utilizzano quei dati. Il terzo, il Fincantieri Digital Ecosystem, consente ad altre aziende di sviluppare e integrare le proprie applicazioni all'interno della piattaforma, a seconda delle evoluzioni o vari MLU.

Ulteriori dettagli e approfondimenti su RID 1/27 prossimamente in edicola.

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