La guerra in Ucraina ha evidenziato il ruolo ormai fondamentale del dominio spaziale nelle operazioni militari contemporanee. Comunicazioni satellitari (SATCOM), servizi di posizionamento, navigazione e sincronizzazione (PNT) e sistemi di osservazione della Terra sono diventati elementi essenziali per il comando e controllo, la raccolta di informazioni, la sorveglianza del campo di battaglia e il supporto alle operazioni.
La crescente dipendenza da queste tecnologie ha inevitabilmente esteso il confronto anche al dominio spaziale e alle infrastrutture che lo supportano. Già nelle ore precedenti all’invasione del febbraio 2022, un attacco informatico russo contro la rete satellitare KA-SAT di Viasat provocò diffuse interruzioni delle comunicazioni in Ucraina.
Nel corso del conflitto Mosca ha inoltre fatto ampio ricorso al jamming e allo spoofing dei segnali GNSS e ha cercato di disturbare i segnali STARLINK utilizzati dalle forze ucraine. Proprio STARLINK costituisce uno degli esempi più evidenti dell’importanza assunta dalle capacità dei satelliti privati (commerciali) all’interno del conflitto: il sistema ha consentito alle forze ucraine di mantenere comunicazioni e connettività anche in presenza della distruzione o degradazione delle infrastrutture terrestri, mentre il crescente ricorso a operatori commerciali e costellazioni satellitari private ha permesso a Kiev di compensare - almeno in parte - l’assenza di satelliti spaziali di propria produzione comparabili a quelli russi.
La Russia dispone infatti di un articolato insieme di capacità spaziali militari, che comprende servizi PNT basati sulla costellazione GLONASS, satelliti per comunicazioni e ISR e una rete dedicata alla sorveglianza dello Spazio. A queste si affiancano capacità counterspace che spaziano dalla guerra elettronica e dalle operazioni cyber fino ai sistemi antisatellite ad ascesa diretta (DA-ASAT, Direct-Ascent Anti-Satellite).
Mosca conduce inoltre da anni attività di rendezvous e prossimità in orbita, basate su tecnologie dual-use impiegabili per missioni di ispezione e sorveglianza e potenzialmente utilizzabili anche a supporto di capacità counterspace co-orbitali.
Proprio in questo contesto si inserisce il recente caso del satellite militare russo COSMOS 2612.
L'analisi completa, compresa di tutti gli approfondimenti e i dettagli, sarà disponibile sul prossimo numero di Risk&Strategy WEEKLY (34/26), in uscita oggi.







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