Anduril irrompe sulla scena dei missili intercettori, più che mai richiesti dalle Forze Armate di tutto il mondo, lanciando STEELFIN, una famiglia di intercettori “ri-configurabili” e facilmente producibili in grandi numeri, a un prezzo inferiore ai sistemi già in uso.
STEELFIN è un missile a 2 stadi che comprende un booster di primo stadio e il missile vero e proprio che fa da intercettore terminale. In questo si presenta analogo, per esempio, alla famiglia ASTER, in cui è la dimensione del primo stadio (booster) a differenziare un ASTER 15 da un ASTER 30.
Anduril intende impiegare, se non il medesimo intercettore (che sarebbe in quel caso limitato ad applicazioni endo-atmosferiche e a un range massimo di performance), quantomeno un’architettura comune. In pratica, il secondo stadio cerca, quanto più possibile, di riutilizzare avionica, software, controlli volo, interfacce e finanche la fusoliera.
Tuttavia, il booster, cambiando di dimensioni e caratteristiche, porta l’intercettore ad altitudini, distanze e profili d’intercettazione molto diversi.
Questa filosofia di massima intercambiabilità è pensata per permettere di sviluppare varianti integrando rapidamente, per esempio, seeker differenti, oltre ad altre capacità e componenti senza dover ogni volta riprogettare l’intero sistema.
Anduril sta già pensando a booster con diametri da 10, 18 e 21 pollici, in pratica un range di diametri che va dall’ESSM all’SM-3/6. Non a caso Anduril sostiene di essere già al lavoro su opzioni per quad-pack, dual pack e missile singolo per le celle Mk-41 dell’US Navy. Si guarda anche alla piena compatibilità fin da subito con i lanciatori M-903A2 delle batterie PATRIOT.
Con questo range di “formati”, Anduril si propone di “piazzare” STEELFIN a tutti i livelli della difesa aerea, fornendo alternative potenzialmente a tutto: dall’ESSM in Quad Pack sulle navi al PAC-3, fino a THAAD e missili SM-2 e superiori.
Anduril stima che la versione “massima” dello STEELFIN avrebbe prestazioni superiori al PAC-3 MSE. Non raggiungerebbe appieno le prestazioni eso-atmosferiche del TALON delle batterie THAAD, ma arriverebbe abbastanza vicino da ricoprire sostanzialmente lo stesso ruolo a un costo molto inferiore.
Nelle intenzioni di Anduril, l’altro fattore chiave per STEELFIN è facilitarne il più possibile la produzione in massa su linee quanto più possibile standardizzate ed automatizzate. La filosofia dello STEELFIN sembra decisamente “allineata” al progetto dall’US Navy Naval Modular Missile (NMM), che punta a creare appunto una famiglia di intercettori in vari formati con cui rimpiazzare progressivamente gli STANDARD.
Infine, è importante sottolineare come Anduril abbia rivelato che i lavori per STEELFIN vanno avanti già da “anni”, con l’appoggio di “multipli” potenziali acquirenti che hanno fatto investimenti non meglio specificati nel progetto. La Compagnia sostiene di aver già condotto test balistici con missili “rappresentativi” del design finale e che una campagna di test in volo di “varianti” STEELFIN, al plurale, partirà già nel 2027.
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