Il 22 luglio, il Presidente Zelenskyi ha nominato il Generale di Divisione Mykhailo Drapatyi Comandante in Capo delle Forze Armate Ucraine, in seguito alla crisi politica ai vertici della Difesa che ha portato alla rimozione del suo predecessore, Oleksandr Syrskyi.
La nuova leadership militare intende proseguire la riorganizzazione interna delle forze terrestri avviata da Syrskyi, ma sostiene anche nuove misure volte a cambiare la cultura di comando e risolvere le principali criticità strutturali dell’apparato militare di Kiev.
Sullo sfondo di queste riforme, il gruppo di Drapatyi avrebbe anche preparato un piano di guerra di tipo nuovo, sottoposto all’esame del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa. Secondo fonti militari, l’intento è chiarire che cosa debba fare l’Esercito per garantire la sopravvivenza dello Stato e in quale orizzonte temporale, includendo una visione dello sviluppo militare articolata su 3 decenni. Il documento potrebbe anche rispondere al problema dell’assenza di un obiettivo strategico chiaro a quasi 5 anni dall’inizio del conflitto, e fornire la cornice entro cui si inseriscono gli interventi su comando, struttura e dottrina.
Le riforme attribuite a Drapatyi puntano a modernizzare il funzionamento dell’Esercito: meno ordini tattici impartiti dall’alto e più libertà operativa e responsabilità ai comandi intermedi, un ricambio dei vertici militari su base meritocratica, una maggiore attenzione alla formazione e alla gestione del personale, e un quadro informativo digitale condiviso (tramite il sistema DELTA). Alcune di queste modifiche sono già visibili, mentre altre sono ancoraa livello di proposta o indirizzo.
L'articolo completo, con tutti i dettagli sulle riforme di Drapatyi, è pubblicato su Risk&Strategy WEEKLY #33/26, in uscita oggi.
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