RIVISTA ITALIANA DIFESA
L'USAF effettua il primo test di controllo in volo di un CCA da parte di un F-22 23/10/2026 | Andrea Mottola

Lo scorso 5 ottobre, nell’area addestrativa della base aerea di Edwards, un pilota di un caccia da superiorità aerea F-22 RAPTOR dell’USAF ha controllato in volo un velivolo CCA di pre-produzione YFQ-44A FURY.

Stando al comunicato ufficiale, il pilota a bordo dell'F-22 ha agito come una sorta di "regista" o, stando agli standard sportivi americani, come “quarterback” per l’YFQ-44, inviandogli direttive tattiche di vario genere e complessità tramite datalink tattico, ma non assumendone il controllo nelle manovre. Il software di bordo del FURY ha quindi interpretato ed eseguito tali ordini in tempo reale, compiendo autonomamente manovre di volo dinamiche e attività di combattimento simulate.

Sebbene in tale occasione l'F-22 abbia controllato un singolo YFQ-44, l'obiettivo è quello di consentire, in futuro, ad ogni pilota di caccia di gestire molteplici CCA operanti in formazione, ampliando così la massa da combattimento e il raggio d'azione. La missione, durata diverse ore, è stata un successo, e testimonia la rapidità dei progressi verso la creazione di una flotta operativa di CCA. La scelta del RAPTOR non è casuale, considerando che gli F-22 sono destinati a fungere da primi "utilizzatori" di questi velivoli senza pilota una volta entrati in servizio operativo.

L’USAF ha reso noto che i dati raccolti durante il test saranno fondamentali per le future integrazioni software, le attività di sperimentazione e lo sviluppo di nuovi concetti operativi legati ai CCA. Al test ha partecipato personale proveniente da diversi reparti, tra cui il il 412th Test Wing di stanza proprio ad Edwards, il 422nd Test and Evaluation Squadron della base aerea di Nellis, il 309th Software Engineering Group di Hill e la CCA Experimental Operations Unit proveniente dalla base di Creech.

Già a novembre 2025 e a febbraio e maggio 2026, l’USAF aveva condotto test di volo utilizzando un drone “surrogato” - l'MQ-20 AVENGER di General Atomics - per simulare un CCA, controllandolo da F-22 ed F-35, in quest’ultimo caso con il velivolo rimasto a terra mentre l’AVENGER era in volo.

Come noto, l’USAF punta a disporre di 500 CCA entro il 2032, con l'obiettivo finale di raggiungere una flotta di almeno 1.000 unità, destinate a svolgere svariate missioni (aria-aria, aria-suolo, ISR o EW/EA). Questa prima generazione di piattaforme (fase Increment 1) – che comprende l'FQ-42 di General Atomics e l'FQ-44 di Anduril – è incentrata sulle missioni aria-aria. La Forza Armata prevede di acquisire ulteriori velivoli CCA – potenzialmente di tipologie completamente diverse – attraverso una fase successiva, denominata Increment 2.

L'USAF ha stabilito un costo massimo di 20 milioni di dollari per singolo velivolo, cifra che esclude il costo di sensori, armamenti o altre dotazioni che i CCA potrebbero trasportare a bordo. Sebbene il programma si sia concentrato principalmente sull'integrazione tra velivoli con pilota a bordo e sistemi senza pilota, l'USAF sta lavorando anche allo sviluppo di una capacità che consenta al personale di comandare i CCA da postazioni a terra, una delle quali testate lo scorso agosto - denominata Portable Command and Control Enclave - dal 178th Wing della Ohio Air National Guard presso la base aerea di Springfield.

Per quanto concerne l’F-22 utilizzato, né l'Aeronautica né Anduril hanno fornito dettagli sulla configurazione del velivolo per questo test. Recenti documenti di bilancio facevano riferimento alla necessità di integrare sul RAPTOR tablet, cavi e materiali correlati a tale scopo. Per quanto riguarda le interfacce di controllo dei droni all'interno dell'abitacolo, le soluzioni finora note si sono concentrate principalmente sull'impiego di dispositivi simili a tablet touchscreen un’opzione che, per quanto praticabile, solleva dubbi riguardo ad un possibile aumento del carico di lavoro per i piloti di velivoli monoposto. Non sono stati neanche forniti dettagli sulla distanza massima di comunicazione, la latenza nella risposta ai comandi, il tasso di completamento autonomo delle missioni o il numero di interventi richiesti da parte del pilota.

Relativamente all’altro CCA che verrà acquisito dall’USAF, non è chiaro quale sia il piano attuale per dimostrare la capacità dell'F-22 di controllare in volo l’FQ-42A. Tuttavia, sia FURY che VENGEANCE faranno il loro debutto nel corso dell'esercitazione su larga scala EMERALD FLAG prevista per il prossimo dicembre, un'ulteriore opportunità per testarli in un contesto operativamente più significativo, al fianco di velivoli con equipaggio a bordo.

Dal punto di vista operativo, il vantaggio fornito da sistemi di combattimento aereo controllati da caccia risiede nella possibilità di distribuire ulteriormente armi e sensori senza coinvolgere un maggior numero di equipaggi. Ad esempio, un F-22 armato con 6 missili AIM-120 che può controllare 2 FQ-44 con 4 AMRAAM ciascuno, disporrebbe di 14 missili a medio raggio, aumentando il suo arsenale missilistico nominale del 133%, se la configurazione a 4 missili del FURY, prevista in futuro, diventasse operativa.

Come confermato dal VP della divisione Autonomous Airpower di Anduril, Shushnar, il programma CCA dell'USAF è in fase decisamente più avanzata e procede più rapidamente rispetto ai programmi simili di US Navy e Marines, e sarà il primo a schierare velivoli operativi.

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