RIVISTA ITALIANA DIFESA
Energia nucleare ed esplorazione spaziale 26/10/2026 | Claudio Boccalatte

In questo decennio c’è stata un’accelerazione delle attività di ricerca finalizzata all’esplorazione dello Spazio, in particolare per quanto riguarda le missioni umane sulla Luna e, in una prospettiva più lontana (ma non troppo), su Marte e oltre.

Parallelamente, stiamo assistendo (anche se con un certo ridimensionamento delle aspettative iniziali, soprattutto in termini temporali e negli Stati Uniti d’America) a nuovi sviluppi nel campo dei progetti di reattori nucleari, con l’apparizione dei “piccoli reattori modulari” (SMR, Small Modular Reactor), caratterizzati, rispetto ai tradizionali reattori nucleari, da maggiore sicurezza, modularità (che consente, in particolare, lo sviluppo di versioni di dimensioni limitate) e semplicità di funzionamento, specie per la carica, la sostituzione e lo smaltimento del combustibile nucleare.

Questi 2 fenomeni non sono tra loro indipendenti, in quanto l’energia nucleare costituisce un importante fattore che potrebbe facilitare l’esplorazione spaziale, in particolare con 2 diverse possibili applicazioni: la propulsione e l’alimentazione elettrica di “navicelle spaziali” per percorsi interplanetari, e l’alimentazione di basi permanenti abitate ubicate sulla Luna, su Marte o, in prospettiva, su altri corpi celesti. Negli Stati Uniti l’Amministrazione Trump si è particolarmente interessata sia allo Spazio che al nucleare, emanando precise direttive (sotto forma di ordini esecutivi) per lo sviluppo, in tempi rapidi, di questi settori.

L’articolo completo è pubblicato su RID 11/26, disponibile online e in edicola.

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