RIVISTA ITALIANA DIFESA
La Marina Cinese verso una nave madre per XXLUUV? 16/10/2026 | Massimo Annati

Su Internet sono apparse le immagini satellitari di una nuova unità in costruzione presso i cantieri navali Hudong-Zhonghua di Changxing, a Shanghai, dove abitualmente vengono costruite navi anfibie e fregate per la PLAN. Le immagini della nuova unità erano state inizialmente interpretate come quelle di un nuovo modello di LPD lunga 205 m e larga 30 m (dimensioni simili a quelle delle LPD Type-071), ma sono emersi aspetti costruttivi decisamente insoliti.

La nave, infatti, dispone di 12 grandi elementi di sollevamento (pistoni idraulici) che sporgono verticalmente dalla struttura poppiera, destinati a sollevare/abbassare quello che in una LPD sarebbe il bacino; in questo caso, però, si tratta di una struttura a sé stante, che comprende la parte posteriore della chiglia della nave e costituisce una sorta di “culla” per accogliere un mezzo subacqueo di grandi dimensioni. Il tutto funziona quindi come una sorta di bacino galleggiante inserito all’interno di una nave. Per la propulsione vi sono 2 pod azimutali, situati ai lati del bacino.

Incrociando le informazioni e le immagini disponibili, il “bacino” è lungo circa 55 m e largo 13 m e, quando è sollevato, viene allineato a un hangar lungo 95 m e largo 17 m, consentendo così di trasferire il mezzo all’asciutto tramite un carroponte o una piattaforma trainata. In tal modo è eventualmente possibile impiegare anche più di un mezzo subacqueo, mantenendone uno o più nel bacino “secco” e un altro in quello “mobile”.

Il ponte di coperta sopra all’hangar interno è configurato come ponte di volo, con la sovrastruttura (plancia, alloggi e servizi, prese d’aria e scarichi per i motori, forse anche un hangar elicotteri) posizionata verso prua.

Da notare che la PLAN sta attualmente valutando almeno 3 tipi di XXLUUV (Extra-Extra Large Unmanned Underwater Vehicle), con dimensioni variabili tra 42 e 45 m, mentre durante la Parata della Vittoria del settembre 2025 è stato presentato un altro XLUUV (simile a un siluro) lungo 18 m. Per confronto, l'XLUUV statunitense ORCA di Boeing è lungo da 15,5 a 26 m (grazie a una sezione modulare che può essere o meno inserita), mentre un tradizionale sottomarino U-212A è lungo 56 m (i sottomarini classe TOTI erano lunghi 46 m).

La disponibilità di un’unità madre per mezzi di queste dimensioni può avere molteplici valenze: da attività “duali” al supporto tecnico-logistico, fino all’impiego operativo vero e proprio, con i mezzi XXLUUV che possono operare per danneggiare infrastrutture subacquee, posare mine o sensori, condurre pattugliamenti anti-sommergibile, effettuare missioni di sorveglianza, ecc. La presenza di questa nave estenderebbe ovviamente il raggio d’azione dei mezzi e ne faciliterebbe l’operatività, con interventi di manutenzione e rifornimento.

La peculiare soluzione progettuale era già stata realizzata nel 2025, anche se in scala molto più ridotta, su una nave di supporto alle attività subacquee, che rappresenta di fatto la controparte civile/commerciale della nuova nave madre in costruzione.

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