Nel corso del meeting 2026 dell’Associazione dell’US Army, AUSA (12-14 ottobre), è stato presentato il nuovo fucile M-8 di Sig Sauer in calibro 6,8x51 per l'Esercito Americano (camerato la nuova cartuccia statunitense sviluppata per l’US Army nell’ambito del programma Next Generation Squad Weapon, NGSW).
L’arma, che, a primavera 2026, è stata presentata come XM-8 (ma circolava da tempo un XM-7 “alleggerito”), inizierà ad essere distribuita ai reparti verso la fine dell’anno: nel FY27 sono previsti ordini per 14.944 M-8 (a fronte di nessun nuovo ordinativo per l’XM-7).
Nello specifico, l’M-8 rappresenta una profonda evoluzione dell’XM-7 (a sua volta nato come XM-5) che è stato modificato per far fronte ai feedback provenienti dai suoi test sul campo.
Gli elementi sui quali si è intervenuto riguardano il peso complessivo, giudicato elevato rispetto a quello dell’attuale M-4A1 in calibro 5,56x45, e il numero di munizioni. Nel primo caso, l’M-8 è stato alleggerito di circa mezzo chilo rispetto all’XM-7, mentre, in parallelo, si sono studiati nuovi caricatori da 25 colpi al posto di quelli da 20 colpi dell’XM-7. Tali caricatori non dovrebbero far rimpiangere troppo quelli da 30 colpi dell’M-4, anche se qualche “rimpianto” gli operatori lo hanno comunque espresso.
L’M-8 è dotato di una canna accorciata rispetto a quella dell’XM-7: tuttavia il valore preciso non è noto/chiaro. In alcuni documenti si parla di 3,5 pollici/8,9 cm, in altri si dice che si sia scesi da 13,5 pollici/34,3 cm dell’XM-7 a 10,5 pollici/26,7 cm (quindi sarebbero 3 pollici/7,6 cm in meno). Comunque l’arma è stata accorciata sensibilmente (sia sul versante canna che, in misura minore, su quello del silenziatore) ed è stata assottigliata (per alleggerirla, cosa che, temiamo, avrà effetti sulla sua durata); in più, è stato abbandonato (per scelta degli operatori) il calcio ribaltabile a favore di una soluzione fissa (ma resta la componente “telescopica/regolabile”) e sono stati effettuati altri interventi “dimagranti”.
Resta comunque l’incognita intenzioni dell’US Army: non è chiaro, infatti, che fine faranno i circa 50.000 XM-7 già acquisiti e distribuiti. Sembra una brutta fine, visto che pare che l’M-8 sia destinato a rimpiazzarli (e non a rimpiazzare gli M-4A1 rimanenti tra le Close Combat Force), segno di una non completa soddisfazione delle prestazioni dell’XM-7 da parte degli utilizzatori finali. Pure il sofisticato sistema di puntamento XM-157, rivelatosi poco affidabile, sembra essere a (forte) rischio: tanto è vero che esso era assente sugli M-8 mostrati ad AUSA.
In più, l’arma e la munizione restano un’esclusiva del solo US Army: Marines e SOCOM (Special Operation COMmand) si sono detti non interessati e continuano a puntare sull’M-4A1 (basti pensare, per esempio, al programma Hypervelocity Cartridge del SOCOM per un’arma della famiglia M-4 con prestazioni incrementate, simili a quelle richieste dal programma NGSW) o sull’M-27.
Insomma le perplessità dello scrivente, espresse sulle pagine di RID (vedi RID 10/2022), riguardo questa nuova cartuccia e il nuovo fucile (molto meno marcate per quanto concerne la mitragliatrice M-250 che, come prevedibile, sta avendo molti meno problemi), si sono rivelate più che fondate. E, a questo punto, non si possono escludere ulteriori colpi di scena!
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