RIVISTA ITALIANA DIFESA
Yemen, la morsa Houthi su Taiz e la risposta all’offensiva governativa sulla costa 07/10/2026 | Luca Bruzzone

La città di Taiz e la costa occidentale dello Yemen sono tornate al centro della guerra tra il PLC (Presidential Leadership Council, ovvero il Governo di Aden internazionalmente riconosciuto) e gli Houthi.

D’altra parte, la città di Taiz è un nodo cruciale per la sua posizione tra l’altopiano interno, la città di Aden e il Mar Rosso: le alture circostanti consentono di dominare le vie di comunicazione da e per la città e di minacciare l’ultima arteria verso Aden; l’eventuale controllo di tali alture da parte degli Houthi significherebbe condizionare i rifornimenti governativi e favorire la capitolazione della città.

Nel dettaglio, tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, gli Houthi hanno intensificato le operazioni a nord, sud e ovest di Taiz, avanzando nel distretto di al-Mawasit – nel sud del governatorato di Taiz – e sulle alture settentrionali che controllano la direttrice verso Aden, rendendo impraticabile e conquistando alcuni segmenti della strada montana. La pressione degli Houthi ha interessato anche Turbah: posta a 42 km a sud di Taiz, la città è uno snodo di collegamento verso Lahj e Aden, essenziale per mantenere aperto il collegamento Taiz-Aden; un’avanzata stabile di Ansar Allah restringerebbe dunque lo spazio di manovra del PLC, saldando le operazioni dell’entroterra con le posizioni conquistate lungo la costa. Nel tentativo di arrestare questa manovra, il 2 ottobre velivoli delle forze governative yemenite hanno effettuato oltre 20 attacchi aerei in 3 ore contro truppe, mezzi in movimento e postazioni Houthi nella provincia di Taiz.

Il 4 ottobre, il Presidente del PLC Rasha al-Alimi ha annunciato una campagna per recuperare i territori perduti – denominata Alba dello Yemen – e ridurre la pressione sulla città di Taiz.

La reazione del PLC, tuttavia, non si è limitata alla difesa di Taiz, ma si è sviluppata anche nel settore costiero a ridosso di Bab el-Mandeb. Le unità del PLC – nello specifico la Brigata dei Giganti e le Forze Scudo della Patria, con il supporto dei raid aerei dell’Aeronautica Saudita (che hanno colpito anche la capitale Sana’a) – hanno avviato una rapida controffensiva lungo la direttrice Bab el-Mandeb-Mocha per riconquistare le posizioni perdute a seguito dell’offensiva Houthi del 9-11 settembre.

Inizialmente, le forze del PLC hanno riconquistato la città di Dhubab, nel distretto di Taiz e immediatamente a nord dello stretto, e diverse posizioni circostanti, tra cui l’aeroporto. L’offensiva sarebbe poi proseguita lungo la costa verso la periferia di Mocha, mentre gli Houthi abbandonavano alcune postazioni in pianura, poco difendibili, e ripiegavano verso le alture circostanti.

Tuttavia, il successo del PLC è stato meno definitivo delle dichiarazioni ufficiali. Contando su un terreno più favorevole, infatti, tra il 5 e il 6 ottobre gli Houthi hanno lanciato un nuovo contrattacco: azioni “mordi e fuggi” combinate con il fuoco dei droni FPV hanno permesso di stabilizzare il fronte a nord dell’aeroporto e recuperare terreno nei dintorni di Dhuhab, mentre il lancio di missili balistici (con la presenza ormai consolidata di droni ISR “spotter” a favorire il targeting e il BDA, NdR) contro le colonne e i concentramenti di forze del PLC ha rallentato l’arrivo dei rinforzi governativi. Non vi sono elementi sufficienti per parlare di una riconquista consolidata dell’intera Dhubab o dell’aeroporto da parte degli Houthi, ma il contrattacco ha sicuramente arrestato l’avanzata governativa verso nord.

La battaglia si è quindi spostata sulle alture, dove le forze del PLC hanno aperto le ostilità contro al-Waziiyah – distretto montuoso a est di Mocha e a ovest di Taiz – per mettere in sicurezza il fianco della spinta costiera e impedire agli Houthi di dominare dall’alto le linee governative. In parallelo, Ansar Allah ha trasferito parte della pressione sulle retrovie – specie contro le colonne e postazioni arretrate, e ha colpito anche l’aeroporto di Aden – e verso le infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita, colpendo tra gli altri un impianto della compagnia Saudi Aramco situato a sud di Riad e il giacimento di Khurais, 150 km a sudest dalla capitale, con l’obiettivo di colpire il principale sponsor del PLC.

L’esito, al momento fallimentare, della controffensiva governativa – nonostante l’appoggio della Aeronautica Saudita e un livello di coordinamento tra forze filo-saudite e componenti meridionaliste inedito rispetto al passato – rileva l’incapacità del PLC di sostenere più fronti simultaneamente (Taiz, Bab el-Mandeb, Aden) e la sua dipendenza da poche vie logistiche, facilmente attaccabili ed esposte al fuoco proveniente dalle alture (con un sempre maggiore impiego di droni FPV suicidi da parte degli Houthi). Dal canto loro, gli Houthi hanno dimostrato di saper integrare manovra terrestre con tecniche, missili balistici e appunto droni in una strategia coerente con la più ampia competizione regionale.

Gli scontri confermano il vero centro di gravità dello scontro: il controllo delle alture, delle vie logistiche e degli accessi alla costa. Finché nessuno dei 2 schieramenti riuscirà a trasformare i successi tattici in un controllo stabile del territorio, il fronte sud-occidentale dello Yemen resterà aperto e direttamente connesso alla sicurezza del Mar Rosso.

Con le operazioni ancora in corso la situazione sul terreno rimane fluida; seguiranno aggiornamenti.

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