Nelle ultime settimane, le forze di Mosca possono contare su una nuova arma low cost per colpire obiettivi in Ucraina.
Stiamo parlando del mini cruise DAN-T, presentato per la prima volta anche in variante per l'export al salone egiziano della difesa di El Alamein qualche settimana fa, e impiegato in Ucraina.
Si tratta di un'arma derivata dall'aerobersaglio DAN-M, accreditata di una gittata tra i 450 e i 500 km quando lanciata da aereo, o attorno ai 250 km quando lanciata da veicolo terrestre. Il DAN-T dovrebbe costare il 35% in meno del "parente" S-8000 BANDEROL che, a sua volta, costa 1/10 del missile da crociera a lungo raggio Kh-101.
Il DAN-T risponde ad un requisito di maggiore flessibilità: può essere lanciato da più piattaforme aeree (caccia, elicotteri e droni) e pure da terra, a differenza del BANDEROL, che viene lanciato quasi esclusivamente dai droni light-MALE ORION. La testata ha un peso di circa 130 kg, mentre sul sistema di guida non si hanno molti dettagli.
Il missile potrebbe utilizzare una combinazione di INS/GNSS per la fase di crociera, con modulo CRPA KOMETA a 16 canali per ridurre l'impatto del jamming avversario, e camera elettro-ottica per l'attacco terminale contro obiettivi fissi, con un sistema di computer vision per il confronto con l'immagine immagazzinata in memoria. Ma non è da escludere che l'arma possa anche montare un sistema con camera di navigazione per la fase di crociera, così da azzerare gli effetti del jamming e operare in maniera totalmente atuonoma e AI-assisted.
La velocità di crociera è attorno ai 500 km/h: il DAN-T è dunque sensibilmente più veloce dei GERAN-4 e, per questo, meno intercettabile. L'obiettivo dichiarato russo è arrivare a produrre, il prossimo anno, fino a 15.000 DAN-T.
Di sicuro, il DAN-T rende ancor più sostenibile la campagna russa contro le infrastrutture ucraine e, allo stesso tempo, moltiplica le opzioni di attacco. Per esempio, il DAN-T può essere usato contro Kiev, come accaduto negli ultimi giorni, lanciato in modalità abbondantemente stand-off dai caccia dell'Aeronautica Russa, ma pure da lanciatori terrestri posizionati nelle aree di confine dell'Oblast di Brjansk.
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