RIVISTA ITALIANA DIFESA
La Marina Argentina ha nuove ambizioni 05/10/2026 | Giuliano Da Frè

Dopo gli annunci, anche recenti, relativi all’acquisto di sottomarini e fregate di seconda mano, gli ammiragli argentini hanno alzato l’asticella delle loro ambizioni, puntando più sulla qualità che sulla quantità.

Nei giorni scorsi, infatti, è stato presentato un piano di massima del valore complessivo di 3,5 miliardi di dollari, mirato ad acquistare 3 sottomarini e 2 fregate multiruolo di nuova costruzione, con eventuali opzioni.

Una decisa inversione di rotta, da quando si guardava al possibile acquisto anche di vecchie fregate come le italiane MAESTRALE (coetanee delle 4 MEKO-360 realizzate per l’Armada nei primi anni ’80, e non meno “spremute”), o dei sottomarini Type-209 da poco dismessi dal Brasile. Anche se, in effetti, Brasile e Italia potrebbero comunque giocare un ruolo nei nuovi programmi, magari cedendo gratuitamente come gap filler le unità radiate.

Il programma per 3 sottomarini, del valore stimato in 2,3 miliardi di dollari, e avente l’obbiettivo di ricostituire la componente subacquea argentina, ferma dal disastroso affondamento del SAN JUAN, nel 2017 (i restanti 2 battelli di costruzione tedesca non sono ancora stati formalmente radiati, ma consentono solo attività addestrative statiche), già negli ultimi anni aveva visto scendere in campo TKMS e Naval Group. Il colosso tedesco concorre con la nuova versione NG-Next Generation dei “209”, e un supporto finanziario garantito da Berlino. La francese Naval Group si sta invece muovendo in collaborazione con il Brasile, dove nei nuovi cantieri di Itaguaí sono in costruzione i 4 battelli classe RIACHUELO, tipo SCORPENE, proponendo all’Argentina una soluzione analoga, che sfrutterebbe il vicino complesso franco-brasiliano anche per il supporto logistico e manutentivo. Senza contare che la Marina Brasiliana potrebbe cedere almeno uno dei suoi “209/1400” in fase di dismissione per riaddestrare i “delfini” argentini.

Per le 2 fregate, invece, viene ipotizzato uno stanziamento di 1,2 miliardi di dollari: e se con questa cifra potrebbe essere possibile in realtà acquisire da 3 a 4 unità di seconda mano, ma di realizzazione recente (come le fregate danesi classe IVER HUITFELD o le norvegesi NANSEN, la cui disponibilità è però di incerta tempistica), ora si guarda a una coppia di navi nuove di pacca. Tra le più gettonate, ci sono le fregate classe TAMANDARE’, anche queste in corso di costruzione per il Brasile. Si tratta di una evoluzione molto spinta del modello A-100 delle MEKO, già selezionate 50 anni fa da Buenos Aires, e – al pari dei sottomarini RIACHUELO/SCORPENE – anche queste vengono realizzate nei cantieri brasiliani, con evidenti vantaggi logistici e manutentivi. Tuttavia, tra le possibili alternative sembra prendere quota la FREMM italiana, sebbene lo stanziamento previsto non possa coprire la versione EVO (che costa circa 750 milioni di euro, al netto del supporto logistico), e risulti problematica la fornitura di 2 MAESTRALE dismesse come gap-filler.

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