RIVISTA ITALIANA DIFESA
Ucraina, il settembre nero di Kiev 02/10/2026 | Pietro Batacchi

Il mese di settembre appena trascorso è stato uno dei peggiori per Kiev dall'inizio della guerra. La capitale ucraina è infatti nell'occhio del ciclone degli attacchi russi, che vanno avanti ormai quotidianamente dal giugno scorso. E settembre, per l'appunto, è il mese che ha fatto registrare il numero maggiore di attacchi e di strike contro una vasta categoria di obiettivi (con anche diverse vittime tra la popolazione civile). Se prendiamo la capitale e il suo Oblast, a settembre si sono registrati ben 168 strike: ad agosto erano stati 124 e a luglio 112. Nel 43% dei casi sono stati colpiti magazzini e centri logistici, nel 10% edifici residenziali, nel 15% complessi industriali e siti "oil & fuel", nel 5% obiettivi legati all'infrastruttura ferroviaria, ecc.

Il dato interessante è che negli ultimi 4 mesi si è ridotto notevolmente il numero di attacchi condotti con missili (70 a luglio, 21 ad agosto e 25 tra il 1° e il 23 settembre) ed è contestualmente aumentato il numero di attacchi condotti con droni. Per ciò che concerne quest'ultimo aspetto, per attaccare Kiev e il suo Oblast, le forze di Mosca usano ormai quasi sempre droni a reazione GERAN-4 e droni/missili GERAN-5, che mettono molto in difficoltà le difese antiaeree, specie i gruppi mobili di fuoco posti a difesa della cintura esterna della città, dal momento che sono più veloci e volano più in alto dei classici GERAN-2 con motore a pistoni.

Generalmente, gli attacchi vengono condotti da gruppi di droni "legati" da catene MESH e dotati di telecamere per l'attacco di precisione a obiettivi fissi (la latenza della catena MESH non influisce, appunto, sull'ingaggio di un obiettivo fisso). In altri casi, i droni sono dotati di modem LTE per agganciarsi alla rete telefonica locale, anche se questa modalità risente ovviamente dei buchi nella copertura.

È stato notato da qualche tempo, inoltre, che nel gruppo di GERAN attaccanti sono presenti anche droni spotter che effettuano un BDA (Battle Damage Assessment) live dell'azione. L'aspetto più preoccupante, come ci conferma una nostra fonte qualificata a Kiev, è che i Russi "quando vogliono essere precisi, sono precisi: prima non era così".

Di recente, i Russi hanno ripreso anche ad attaccare l'infrastruttura elettrica e, novità degli ultimi giorni, i ponti che in città attraversano il Dnepr. Anche così si crea pressione su una popolazione stremata, che non ha più il fervore e lo slancio morale dei primi anni di Guerra.

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