Il 27 gennaio 2025, con uno dei primissimi atti del suo secondo mandato presidenziale, Donald Trump ha firmato l'Ordine Esecutivo 14186 per ordinare l’avvio di un programma di difesa nazionale anti-missile denominato “The Iron Dome for America”. Si tratta senza dubbio di uno dei principali atti che definiranno la sua presidenza (se non il principale), nonché quello gravido delle più importanti conseguenze sul piano delle strategie e delle politiche internazionali degli Stati Uniti.
L’emissione dell’Ordine Esecutivo ha dato il via, e per ottime ragioni, ad un vero e proprio diluvio di commenti, critiche e tentativi di analisi sul piano tecnologico, fiscale e strategico – cui ha fatto però riscontro una politica ufficiale estremamente restrittiva in merito alla divulgazione di notizie sugli sviluppi del programma. Ad oggi, non ne sappiamo in realtà molto di più di quanto contenuto nel linguaggio dell’Ordine Esecutivo: si vuole cioè sviluppare e mettere in opera un “sistema di sistemi” stratificato e multi-dominio in grado di proteggere l’intero territorio degli Stati Uniti, e la popolazione civile, nei confronti di minacce missilistiche di qualsiasi tipo (missili balistici e loro testate/veicoli di rientro, missili ipersonici e da crociera) provenienti non solo da “Stati canaglia” o da possibili lanci per errore, il che costituisce lo scopo ufficiale del sistema attualmente esistente, ma anche da avversari di pari livello (non vengono fatti nomi, ma si tratta ovviamente di Russia e Cina) o di livello “quasi pari”.
Questo articolo deve quindi essere letto come un tentativo di combinare gli aspetti del programma già noti, o comunque identificabili con ragionevole certezza, con alcune ipotesi circa i possibili sviluppi futuri.
L’articolo completo è pubblicato su RID 10/26, disponibile online e in edicola.
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