Nella giornata di ieri, 17 settembre, il Dipartimento di Stato americano ha approvato un Foreign Military Sale (FMS) per la vendita all’Arabia Saudita di fino a 48 F-35A LIGHTNING II e del relativo materiale di supporto, per un costo totale stimato in 24,3 miliardi di dollari (una cifra veramente importante, soprattutto rispetto a quella stabilita per altri Paesi acquirenti del velivolo).
Oltre ai 48 velivoli, l'autorizzazione FMS comprende la vendita all’Aeronautica di Riad di 49 motori Pratt & Whitney F135-PW-100 (48 destinati ai caccia e uno di riserva), insieme a parti di ricambio, accessori e materiali di supporto. Il pacchetto include inoltre il supporto per riparazioni e resi, per le modifiche e per la manutenzione, nonché il supporto ingegneristico, tecnico e logistico.
Al momento non si hanno dettagli relativi alle tempistiche di consegna dei velivoli.
Da tempo, come noto, l'Amministrazione statunitense, e in particolare quella Trump, spingeva con forza il caccia di Lockheed Martin nel Regno: già lo scorso febbraio, al World Defense Show di Riad, è stato esposto un mock-up in scala reale del velivolo (insieme a uno di un CCA YFQ-42A di GA-ASI) con le livree dell'Aeronautica Saudita, segnale che rendeva l'esito dell’operazione tutt'altro che inatteso.
Come già anticipato da RID, quella destinata all'export potrebbe essere una versione "depotenziata" del velivolo (trattandosi di un caccia "tutto software", immaginiamo una versione "scalata" verso il basso in termini di capacità e prestazioni in tal senso), vista l'opposizione israeliana alla vendita. Ricordiamo che, a tal proposito, la legislazione statunitense - Arms Export Control Act, alla Sezione 36(h) - stabilisce che qualsiasi esportazione/vendita di materiale militare verso un Paese mediorientale non debba compromettere o indebolire il Qualitative Military Edge (QME, ossia il vantaggio militare qualitativo) israeliano: la variante SA presenterà quindi capacità ridotte rispetto agli F-35I ADIR.
L’operazione mette a questo punto a rischio la vendita al Regno di un secondo lotto di TYPHOON, che fino allo scorso anno era data quasi per certa, e compromette di conseguenza anche l'adesione di Riad al programma GCAP.
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