RIVISTA ITALIANA DIFESA
Bab el Mandeb: la Difesa e la Marina Militare in campo per difendere gli interessi nazionali 18/09/2026 | Tommaso Massa

Ieri, in occasione della quarta edizione del Forum internazionale "Risorsa Mare" (La Spezia, 17-18 settembre 2026), il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato di avere attivato “la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane” attraverso lo Stretto di Bab el Mandeb.

L’obiettivo dell’iniziativa è di assicurare la protezione del naviglio di interesse nazionale e contribuire alla tutela della libertà di navigazione.

Il Ministro ha motivato la sua decisione di ricorrere direttamente alla Marina Militare per via di “ritardi decisionali burocratici” nella missione ASPIDES dell’Unione Europea, che fino alla recente escalation della guerra in Yemen si era occupata delle operazioni di scorta dei convogli mercantili attraverso lo Stretto. A seguito della recente avanzata degli Houthi lungo la costa sud-occidentale yemenita, con i ribelli che hanno raggiunto l’imboccatura di Bab el Mandeb e conquistato alcune isole nei pressi dello Stretto, sembra infatti che la missione ASPIDES sia stata messa in stand-by, con le ultime operazioni di scorta che risalgono ad una settimana fa. Il Ministro ha quindi deciso di non aspettare la burocrazia europea e una decisione di ASPIDES e di procedere in autonomia.

Secondo quanto si legge in un successivo comunicato stampa della Marina Militare, il Ministro ha dato indicazione al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, e al Comandante del COVI, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, affinché, in pieno coordinamento, “effettuino un’attenta valutazione della situazione operativa e di sicurezza nel Mar Rosso e predispongano un piano volto a garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Bab el Mandeb delle navi di interesse nazionale che intendano attraversarlo.” Il Ministro ha infine chiesto di verificare se l’attuale quadro giuridico consenta di richiamare sotto Comando nazionale capacità delle Forze Armate italiane già presenti nell’area e attualmente impiegate in altre operazioni, o se sia invece necessaria una nuova e specifica autorizzazione parlamentare. Il riferimento è ovviamente agli assetti impegnati nella missione ASPIDES (e potenzialmente anche ATALANTA), che si trovano già in area di operazioni e che verrebbero dunque impiegati, ma sotto comando italiano, per scortare il naviglio mercantile nazionale attraverso lo Stretto.

Secondo nostre fonti nell’area, infatti, le operazioni di scorta svolte da ASPIDES erano state momentaneamente sospese a seguito dell’avanzata degli Houthi lungo la costa sud-occidentale dello Yemen, con diverse navi mercantili (tra cui italiane) ferme in prossimità di Gibuti in attesa della scorta. Sempre secondo fonti di RID nell’area, nella serata di ieri la situazione si sarebbe sbloccata, con il primo convoglio che è partito da Gibuti verso nord scortato da un’unità navale della Marina Militare (dovrebbe trattarsi della fregata BERGAMINI, tipo FREMM GP). Al momento non è dato sapere se tale operazione di scorta sia stata condotta all’interno di ASPIDES, con le dichiarazioni del Ministro che sarebbero quindi servite a sbloccare l’impasse interna alla missione europea, oppure se sia stata svolta in autonomia da parte della Marina Militare.

Una decisione coraggiosa, quella del Ministro della Difesa, che riteniamo doverosa e sacrosanta e che sosteniamo, poiché, come dichiarato dallo stesso Crosetto “difendere la libertà di navigazione” significa “proteggere i nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità dell’Italia di produrre ricchezza”, nonché “difendere la propria sicurezza, la propria prosperità e il proprio futuro”.

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