RIVISTA ITALIANA DIFESA
Consegnato il sottomarino DRAKON alla Marina Israeliana, terzo (e ultimo) della classe DOLPHIN II 14/09/2026 | Michele Cosentino

Il sottomarino DRAKON, terzo e ultimo esemplare della classe DOLPHIN II, è stato formalmente consegnato alla Marina Israeliana. Il trasferimento di proprietà da parte dell'azienda cantieristica tedesca ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS) si è concluso nel corso di una cerimonia svoltasi il 31 luglio 2026 in forma riservata nei cantieri navali di Kiel.

Nel corso della cerimonia, un rappresentante del Ministero della Difesa israeliano - Zeev Landau, Vice Direttore Generale dell'ente israeliano per il procurement militare - ha firmato il protocollo di consegna allo Stato di Israele. Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il Vice Ammiraglio Harel (Comandante in Capo della Marina Israeliana), il Contrammiraglio Amir Chimney (alla guida del Comando per la tecnologia, la logistica e i materiali della Marina Israeliana), Ron Prosor (Ambasciatore israeliano in Germania), il Vice Ammiraglio Jan Christian Kaack (Capo di Stato Maggiore della Marina Tedesca) e Oliver Burkhard (Amministratore Delegato di TKMS). Il giorno successivo alla cerimonia, il DRAKON ha eseguito la sua prima uscita in mare al largo di Kiel battendo la bandiera della Marina Israeliana. Dopo aver completato l'ultima fase di prove in mare, il 31 agosto 2026 si è tenuta la cerimonia ufficiale di commiato che ha segnato la partenza del DRAKON verso Israele, dove l'arrivo alla base navale di Haifa è previsto nelle prossime settimane.

I battelli della classe DOLPHIN II sono più lunghi dei precedenti DOLPHIN - 68,6 m contro 57,3 m - con un aumento del dislocamento in immersione fino a 2.400 t. Questo incremento dimensionale rispetto ai DOLPHIN è legato all'imbarco di un sistema AIP a celle combustibili, mentre lo scafo, realizzato in acciaio amagnetico, è caratterizzato da una sezione maestra prismatica e da un raccordo armonioso con la falsatorre, il tutto per abbatterne la segnatura.

I DOLPHIN II sono dotati anche di un compartimento wet-and-dry per gli operatori delle forze speciali (coincidente con la garitta che dalla camera di manovra conduce alla plancia), che possono impiegare anche un Dry Dock Shelter da sistemare in coperta a poppavia della falsatorre. Quest'ultima rappresenta la peculiarità del DRAKON, perché è più lunga rispetto ai suoi predecessori, ossia il TANIN e il RAHAV: come già accennato da RID, l'allungamento della falsatorre ha alimentato diverse speculazioni. L'ipotesi principale è la presenza di un numero imprecisato di tubi di lancio verticali per l'impiego di missili da crociera e/o balistici (eventualmente dotati anche di testate nucleari), ma non si esclude l'impiego di droni subacquei e aerei, missili antielicotteri e altri sistemi per la raccolta di informazioni.

L'allungamento della falsatorre e le sistemazioni dei tubi di lancio all'interno dello scafo hanno portato a un aumento della lunghezza del DRAKON fino a 73 m, con un conseguente aumento dislocamento in immersione: è altresì probabile che la struttura esterna avvolgente la parte superiore dei tubi di lancio - ossia quella inglobata nella falsatorre - sia stata realizzata in materiali compositi in virtù di una collaborazione in corso fra aziende tedesche e israeliane. Secondo le informazioni divulgate, il DRAKON è equipaggiato con 10 tubi di lancio, disposti su 2 file di 5: i 6 tubi più interni sono da 533 mm e probabilmente destinati al lancio di siluri e/o missili antinave compatibili con il diametro dei predetti tubi, ossia i DM-2A4 SEEHAKE e gli UGM-84 HARPOON. Le 2 coppie di tubi più esterne sono da 650 mm e sono destinate al lancio di missili da crociera a lungo raggio, per esempio il POPEYE TURBO, in grado di trasportare testate nucleari per la funzione di deterrenza second-strike: in alternativa, i tubi da 650 mm consentono il rilascio di droni subacquei e/o di operatori delle forze speciali o la posa di mine dimensionalmente più grandi di quelle rilasciabili dai tubi da 533 mm.

Va detto che la possibilità di lanciare i POPEYE TURBO - lunghi 6,25 m accreditati di un raggio d'azione di 1.500 km - dai tubi da 650 mm rende più credibile l'impiego dei tubi verticali per il lancio di missili balistici o da crociera con prestazioni ben superiori, conferendo al DRAKON maggior flessibilità operativa rispetto a TANIN e RAHAV. La configurazione della falsatorre del DRAKON potrebbe inoltre essere correlata a una sorta di dimostrazione di fattibilità di una tecnologia che verrà utilizzata nei sottomarini della futura classe DAKAR, tuttora in fase di progetto e destinati a sostituire nel prossimo decennio i DOLPHIN.

Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, Instagram e YouTube.

 

Condividi su:  
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE