RIVISTA ITALIANA DIFESA
SAFE, l'Italia chiede alla Commissione UE 8/9 miliardi 28/08/2026 | Redazione

Il "balletto" italiano intorno alla richiesta dei fondi SAFE, Security Action For Europe, continua. Il 26 agosto, secondo quanto comunicato all'ANSA da un alto funzionario dell'UE, l'Italia ha inviato alla Commissione Europea una lettera formale con la richiesta di 8 miliardi di euro. A margine del Meeting di Rimini, però, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fornito un'altra cifra, precisando che si tratta di 8,9 miliardi (900 milioni in più!). Il Ministro ha inoltre sottolineato che la motivazione della riduzione rispetto ai 14,9 miliardi inizialmente opzionati risiederebbe nella necessità di "investire di più in sanità e politiche sociali".

Qual è, dunque, la cifra ufficiale? Al momento non lo sappiamo. Quello che invece sappiamo, e l'abbiamo scritto tantissime volte, è che SAFE offre condizioni davvero appetibili: 10 anni di grazia, niente IVA, rimborso in 45 anni e tassi di interesse bassissimi. Gli altri Paesi si sono già ampiamente mossi e i primi contratti sono ormai alla firma. Peccato, dunque, per gli eventuali 6 miliardi a cui si è rinunciato.

Al di là della cifra, resta poi il nodo di quali programmi entreranno nella lista SAFE che il Ministero della Difesa dovrà predisporre. Tajani ha precisato che si tratterà in larga parte di iniziative già sviluppate in collaborazione con altri Stati, ed è proprio qui che la riduzione pesa: mette a rischio una serie di iniziative sulle quali non solo l'industria aveva già fatto la propria pianificazione, ma sulle quali c'erano già accordi con altri Paesi. Ricordiamolo: SAFE finanzia programmi di acquisizione congiunti, che comprendano almeno 2 Paesi membri dell'UE, o un membro più l'Ucraina. Alcuni programmi resteranno quindi necessariamente "fuori" e ricadranno sul bilancio ordinario della Difesa o su quello del MIMIT, togliendo spazio ad altre iniziative che, con tutti i 14,9 miliardi, sarebbero invece andate in porto.

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