Con il conflitto contro l'Iran che sta erodendo le scorte statunitensi di munizioni guidate ad alto costo, il Pentagono ha lanciato un nuovo programma per sviluppare rapidamente armi d'attacco a lungo raggio economiche e producibili in serie.
Il requisito è per sistemi a guida autonoma denominati Ground-Based Affordable Mass (GBAM): armi con un costo unitario inferiore a 250.000 dollari in produzione di serie e un costo-per-effetto complessivo sotto i 500.000 dollari, calcolato in base ad affidabilità e probabilità di successo della missione. La tempistica è serrata e si articola in 2 fasi: dimostrazioni in volo entro 60-90 giorni dalla selezione, seguite dalla prontezza per la produzione in serie entro 12-18 mesi.
L'obiettivo della "GBAM Challenge", come l'ha denominata la Defense Innovation Unit (DIU), è integrare le costose munizioni di precisione con capacità d'attacco a lungo raggio economiche e scalabili — nelle parole della DIU, "consentire ai comandanti di colpire un ventaglio più ampio di obiettivi, preservare le munizioni di pregio per il loro impiego designato e sostenere il ritmo operativo per tutta la durata di un conflitto prolungato". Le aziende selezionate saranno invitate a una dimostrazione in volo di Fase II presso un poligono governativo a inizio novembre, dove presenteranno il proprio sistema in un briefing di 30 minuti a valutatori statunitensi e alleati. Ogni partecipante alla dimostrazione riceverà un premio iniziale di 250.000 dollari; le soluzioni meglio valutate potranno accedere a finanziamenti fino a 5 milioni di dollari per consegnare immediatamente lotti di test operativi alle unità militari. Nel complesso, il governo ha stanziato fino a 250 milioni di dollari per la challenge e le attività di transizione successive.
La DIU non specifica se GBAM sarà un missile o un drone, ma il vincolo di base è un rapporto costo-efficacia favorevole a distanze operative rilevanti — oltre 600 miglia nautiche — riducendo al minimo l'onere logistico, addestrativo e di supporto per le unità impiegate. L'arma deve essere lanciata da terra, trasportare un carico utile minimo di 16 kg (con priorità ai sistemi in grado di superare i 45 kg), e disporre di riconoscimento automatico del bersaglio con guida terminale autonoma, in grado di operare in ambienti con disturbo elettronico e negazione del GPS. Ciò include capacità di navigazione alternative o ridondanti per operazioni in ambienti privi di GPS/GNSS, compresi scenari marittimi e altri contesti "poveri di riferimenti".
GBAM si affianca ad altri programmi del Pentagono volti a sviluppare armi d'attacco che superino il modello tradizionale del missile ad alto costo e bassi volumi di produzione. Il programma Family of Affordable Mass Missiles (FAMM) dell'Aeronautica Militare statunitense sta sviluppando diverse varianti di missili cruise a basso costo per il lancio palettizzato da aerei da trasporto come il C-130 e il C-17, oltre a versioni trasportate direttamente sui piloni degli aeromobili da combattimento. Una variante a portata estesa, denominata FAMM-BAR ("Beyond Adversary's Reach"), è in fase di sviluppo all'interno della stessa famiglia per raggiungere portate superiori a 1.000 miglia nautiche. In parallelo, il programma Low-Cost Containerized Missiles (LCCM) punta a portare in produzione su larga scala missili cruise a basso costo lanciabili da sistemi containerizzati, mentre un'iniziativa collegata ma distinta persegue un'arma ipersonica a costo ridotto, basata sul missile BLACKBEARD di Castelion.
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