Molti dei missili antinave dei Paesi NATO sono stati sviluppati in anni non recentissimi, e comunque rappresentano evoluzioni di modelli nati molto tempo fa: HARPOON Block II+, EXOCET MM-40 Block 3C e RBS-15 Mk-4 GUNGNIR; persino lo NSM risale a 19 anni fa. In effetti, l'ultimo nato e l'italiano TESEO Mk-2E (EVO), il cui contratto di produzione risale al 2025, dopo uno sviluppo durato molti anni, con un'evoluzione profonda dell'originale TESEO Mk-2, il cui sviluppo risale al 1976, e del TESEO Mk-2/A del 2007 (1).
In Oriente, invece, gli sviluppi di nuove soluzioni si susseguono con una velocita apparentemente sorprendente. Del resto, il Presidente Barak Obama gia nel 2011 aveva inaugurato la dottrina "Pivot to Asia" alla luce delle crescenti tensioni nell'area indo-pacifica.
Si deve inoltre osservare che l'Oriente e l'Occidente hanno seguito linee di sviluppo caratterizzate da requisiti e obiettivi molto diversi. Gran parte delle soluzioni "occidentali", infatti, comprendono missili subsonici, altamente manovrabili, con una segnatura radar relativamente bassa, e un approccio "smart" che prevede l'enfasi sulla programmazione avanzata di missioni, con la possibilita di prevedere numerosi way-point, arrivi simultanei da diverse direzioni e con diversi profili di volo, possibilita di aggiornare i dati del bersaglio durante la fase di crociera, e talvolta capacita di riconoscimento autonomo del bersaglio attraverso il confronto con i dati immagazzinati in memoria.
Da parte "orientale", invece, si punta molto piu frequentemente sulla letalita, grazie a velocità d'attacco supersoniche, in modo da lasciare poco tempo alle difese per poter reagire e di unire cosi alla potenza distruttrice della testa in guerra anche una non trascurabile energia cinetica. Ad esempio, la quantita di energia rilasciata dall'esplosione della testa in guerra del 3M55 (P-800 ONIKS) e inferiore all'energia cinetica posseduta dal corpo del missile stesso. Quest'approccio era del resto stato avviato dall'Unione Sovietica sin dall'inizio, sia pur con tecnologie e prestazioni molto diverse da quelle odierne, in netto contrasto con le scelte occidentali.
L’articolo completo è pubblicato su RID 08/26, disponibile online e in edicola.
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