RIVISTA ITALIANA DIFESA
Grandi unità per grandi guerre 27/07/2026 | Pietro Penge

Per un'intera generazione dalla fine della Guerra Fredda, gli strumenti militari di tutti i Paesi che si erano fronteggiati lungo la cortina di ferro hanno subito un costante ridimensionamento che non si e applicato solo alla dimensione fisica di tali organizzazioni, ma anche alla loro dimensione organizzativa e dottrinaria.

La reale "unita di misura" di tali strumenti, fatti salvi alcuni casi particolari molto specifici (come il Canada, o l'Italia post-1986), e passata dall'essere la grande unita complessa (ovvero Divisioni e Corpi d'Armata, intesi come unita organicamente strutturate per essere in grado di adempiere in modo autonomo qualsiasi missione) alla grande unita elementare (ovvero la Brigata).

In particolare i livelli piu elevati, benche nella maggior parte dei casi formalmente conservati, sono stati progressivamente e rapidamente svuotati delle loro unita organicamente dipendenti, trasformandosi in unita di pianificazione destinate a fungere da comandi per organizzazioni composite costituite all'esigenza. Per contro, le Brigate si sono progressivamente evolute per diventare il fulcro della manovra, acquisendo reparti di supporto sempre piu robusti e differenziati e capacita di Comando e Controllo strutturate e complesse.

Cio ha riguardato non solo i sempre piu risicati strumenti militari europei, ma anche le forze delle 2 superpotenze della Guerra Fredda, che pur potendo ancora contare su strumenti numericamente cospicui e dotati di importanti set di supporti generali sostanzialmente spariti in Europa (sotto forma di Brigate e Divisioni di artiglieria, del Genio, Controaeree, logistiche, mediche, ecc.) hanno comunque riorganizzato le loro forze attorno all'esigenza di compiti expeditionary incentrati su pacchetti di Brigata (i "Brigade Combat Team" USA) o addirittura reggimentali (i Battalion Tactical Group russi).

Di queste riforme si e gia avuto modo di approfondire su queste pagine (vedi RID 6/22 e 1/23), come si e gia trattato del fatto che gli attuali eserciti europei, anche quelli delle nazioni che si fregiano ancora del rango di media potenza, sono ormai sostanzialmente insufficienti, proprio da un punto di vista strutturale, a sostenere uno sforzo massiccio e continuato nel tempo (vedi RID 3/24, dove anche sui parametri utilizzati per definire uno sforzo massiccio e continuato nel tempo si potrebbe avere molto da ridire).

L’articolo completo è pubblicato su RID 08/26, disponibile online e in edicola. 

Seguiteci sui nostri canali Telegram, Facebook, X, YouTube e Instagram.


Condividi su:  
News Forze Armate
COMUNICATI STAMPA AZIENDE