RIVISTA ITALIANA DIFESA
Crimea, Kiev intensifica gli attacchi contro infrastrutture energetiche e traffico navale 10/07/2026 | Francesco Bossi

Continua la campagna d'interdizione in profondità condotta dalle Unmanned Systems Forces ucraine contro la Crimea e il Mar d'Azov.

Nell'ultima settimana Kiev ha concentrato gli attacchi sia contro l'infrastruttura energetica della penisola sia contro il traffico marittimo utilizzato dalla Russia per portare carburante in Crimea e sostenere le proprie operazioni nel settore meridionale del fronte.

Nella notte tra il 5 e il 6 luglio, almeno 5 droni ucraini FP-2 hanno colpito la sottostazione elettrica da 330 kV "Simferopolskaya", nei pressi di Simferopol, provocando interruzioni di corrente in diverse località della Crimea e l'innesco di un vasto incendio. Contestualmente sono state attaccate 2 petroliere del Progetto 15781 appartenenti alla cosiddetta "flotta ombra", la KAPITAN BARMIN e la SANAR-4, entrambe impegnate nel trasporto di circa 7.000 t di carburante lungo la rotta Taganrog-Crimea attraverso il Mar d'Azov. La notte successiva, tra il 6 e il 7 luglio, gli FP-2 ucraini hanno preso di mira numerose imbarcazioni all'ancora nei pressi dello stretto di Kerch. Sarebbero state colpite 8 petroliere (VENERA-3, SANAR-1, SANAR-17, KLIMENA, TETI, ALEKSEY SAVRASOV, PENELOPE e DRAGA IVAN CHEREMISINOV), il traghetto SKS ONE e una nave cargo non identificata.

Tra il 7 e l'8 luglio gli attacchi si sono ulteriormente intensificati. I droni ucraini hanno colpito 5 sottostazioni elettriche in Crimea - una da 330 kV, una da 220 kV, 2 da 110 kV e una da 35 kV - oltre a una stazione di compressione del gas nei pressi del villaggio di Tasunove. Kiev colpisce quindi nodi a più livelli della gerarchia della rete: dalla dorsale di trasmissione primaria (330 kV, che alimenta l'intero anello della penisola) fino alla sub-trasmissione (220 kV e 110 kV, che servono centri urbani e impianti industriali) e alla distribuzione a media tensione (35 kV, che raggiunge centri abitati minori), con l'effetto con l'effetto saturare contemporaneamente più livelli della rete, riducendo la capacità della penisola di reinstradare il carico attraverso i consueti percorsi di backup, aumentando inoltre la difficoltà di ripristino, dato che ogni livello richiede componenti di sostituzione differenti.

Parallelamente è stato effettuato un nuovo attacco contro le unità navali già bersagliate il giorno precedente. Risulterebbero colpite 9 imbarcazioni, tra cui le petroliere EFROSINIA V e MARIA, le navi cargo VLADIMIR YARYGIN e FEOFAN SHOIKHIREV, la EUGENIA Z, oltre alle petroliere SANAR-17 e KLIMENA, già danneggiate dall'attacco precedente.

Nella notte tra l'8 e il 9 luglio Kiev ha colpito il nodo elettrico PP-2 "Crimea", nell'area di Kerch. L'infrastruttura costituisce uno dei punti chiave del ponte energetico che collega il Krasnodar Krai alla penisola attraverso cavi sottomarini nel Canale di Kerch. Un suo danneggiamento significativo potrebbe ridurre la capacità di trasmissione elettrica verso la Crimea, già sottoposta a crescente pressione a causa dei precedenti attacchi contro la rete energetica locale.

Durante la stessa operazione i droni ucraini hanno nuovamente preso di mira le imbarcazioni ancorate davanti allo stretto di Kerch. Secondo le informazioni disponibili sarebbero state colpite almeno 14 unità, tra cui il mercantile CHELSEA-6, il rimorchiatore ALFEO e le petroliere AURA, SANAR-1, ILYA REPIN, GALIASAR KAMAL e VENERA-3. Risulta inoltre nuovamente danneggiata la petroliera Penelope, insieme ad altre 6 imbarcazioni non ancora identificate.

Dal punto di vista operativo, la campagna di strike ucraina sembra perseguire 2 obiettivi complementari.

Il primo consiste nel limitare la disponibilità di carburante e munizioni per le forze russe schierate in Crimea e nel sud occupato dell'Ucraina. Il secondo obiettivo consiste nell'aumentare il costo economico e logistico del mantenimento della penisola, costringendo Mosca a destinare ulteriori risorse alla protezione delle infrastrutture strategiche e delle linee di comunicazione. Resta tuttavia da verificare quale sarà l'effettivo impatto di questa campagna nel lungo periodo.

La Russia continua infatti a disporre di una rete logistica ampia e relativamente resiliente, che comprende il Ponte di Kerch, i collegamenti ferroviari e stradali attraverso i territori occupati dell'Ucraina meridionale e numerose rotte marittime nel Mar Nero e nel Mar d'Azov. Tali infrastrutture sono tuttavia sottoposte a una crescente pressione da parte delle forze ucraine. Il 15 giugno, ad esempio, i droni di Kiev hanno colpito il ponte di Henichesk e il ponte di Chonhar, (già colpito in passato con STORM SHADOW, NdR) 2 collegamenti fondamentali tra la Crimea e l'Oblast di Kherson occupato dalla Russia. Il 27 giugno, inoltre, un tratto del ponte situato presso il villaggio di Volodymyrivka, nell'Oblast di Zaporizhzhia sotto controllo russo, è crollato in seguito a un attacco di droni.

L'infrastruttura rappresentava un segmento della rete stradale utilizzata per collegare la Crimea con il cosiddetto "ponte terrestre" russo verso i territori occupati dell'Ucraina meridionale. Di particolare rilevanza anche gli attacchi ucraini condotti contro l'autostrada R-280 "Novorossiya", arteria strategica che collega Rostov sul Don a Simferopol, già oggetto di una precedente analisi di RID ("La Crimea verso lo strangolamento? Un'analisi preliminare della campagna ucraina contro la logistica russa nei territori occupati", WEEKLY 18/26).

Dalla fine del 2025, inizialmente concentrandosi su obiettivi militari e successivamente su infrastrutture energetiche, Kiev sembra perseguire una strategia volta a trasformare la Crimea da retrovia relativamente sicura a territorio costantemente sotto pressione. Se gli attacchi dovessero mantenere l'attuale intensità, la penisola potrebbe affrontare crescenti difficoltà nell'approvvigionamento di energia e carburante. Pur non essendo sufficiente a isolarla completamente nel breve periodo, tale pressione potrebbe complicare sia la vita della popolazione locale sia il sostegno logistico alle forze russe schierate nel teatro meridionale, aumentando progressivamente i costi sostenuti dal Cremlino.

Ulteriori dettagli su Risk&Strategy WEEKLY #23/26.

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