RIVISTA ITALIANA DIFESA
Assegnato il contratto per l’integrazione di METEOR e SPEAR sugli F-35 di Italia e UK 07/07/2026 | Gabriele Molinelli

Il 26 giugno scorso il Department of War statunitense ha assegnato a Lockheed Martin una modifica contrattuale ad un accordo esistente del valore di 74,2 milioni di dollari relativo ad attività connesse all’integrazione su F-35 di armamenti “unici” per Italia e Regno Unito .

La modifica contrattuale va a rendere definitivi “4 oggetti contrattuali” purtroppo non meglio identificati che però servono a portare avanti attività chiave di revisione tecnico-funzionale per aggiunte capacitive che fanno parte dello sviluppo delle capacità collettivamente note come “Block 4”.

“In aggiunta”, lo stesso contratto include anche la partecipazione dei 2 partner allo sviluppo di un “tactical data recorder” applicabile a tutte e 3 le varianti dell’F-35. Ovviamente, per Italia e UK, l’interesse si ferma a F-35A ed F-35B.

Con la firma del contratto, il DoW scrive che vengono impegnati fondi americani dal Fiscal Year 2026 per un totale di 1 milione di dollari (metà dal budget USAF, metà da quello US Navy), presumibilmente relativi soprattutto al Tactical Data Recorder; oltre a 187,34 milioni di fondi da UK e Italia, che saranno spalmati sui prossimi anni. La conclusione di tutti i lavori relativi a questo contratto è infatti attesa soltanto nel Dicembre 2032.

La maggior parte del lavoro sarà eseguita a Samlesbury nel Regno Unito (51%), oltre che a Fort Worth, Texas (24%), Orlando, Florida (10%), El Segundo, California (5%), Baltimore, Maryland (5%), Nashua, New Hampshire (1%), “varie altre sedi negli USA continentali” (2%), e in varie sedi al di fuori degli USA (2%).

Le attività relative all’integrazione armamenti possono soltanto essere collegate ai missili METEOR e SPEAR di MBDA.

Nel primo caso, come noto, l’Italia guida l’integrazione su F-35A, mentre il Regno Unito quella su F-35B. I primi voli test con METEOR inerti/strumentati su F-35B risalgono al 2025; alla fine dello stesso anno si sono chiuse le prove a terra su F-35A. Per quanto non ancora annunciati, i primi voli su F-35A potrebbero nel frattempo essere iniziati.

L’integrazione del mini-missile stand-off SPEAR è, per quanto finora noto, un programma solo britannico, per quanto la Marina Militare Italiana abbia incluso tale missile nella lista di armamenti presentata al Parlamento per armare i suoi F-35B. Il primo volo di SPEAR su F-35B è stato condotto in data imprecisata nei primi mesi di quest’anno, con l’annuncio pubblico arrivato il 21 maggio scorso.

Le tempistiche per arrivare ad una prima capacità operativa per entrambe le armi rimangono incerte ma sono a ridosso del 2030. Una recente Risposta Scritta del Ministro britannico Luke Pollard sembra suggerire una capacità operativa iniziale per SPEAR nel Fiscal Year 2028/29, ma non v’è alcuna certezza.

La conclusione di questo contratto dovrebbe comunque finalmente dare il via alle fasi finali del processo d’integrazione.

Da notare che entrambe le armi, essendo capacità parte del Block 4, saranno disponibili soltanto su F-35 nati con l’Hardware TR-3 o retrofittati con esso (e con modifiche successive). I primissimi 3 F-35B dell’USMC sono emersi di recente dal primo retrofit TR-3 ma le tempistiche per l’aggiornamento dei velivoli britannici e italiani non sono ancora note.

Di recente il DoW ha assegnato importanti contratti per l’acquisizione di kit retrofit: nel maggio scorso ne ha ordinati 432, inclusivi di 133 per i “partner”, che sono quelli che ci interessano perché Regno Unito e Italia sono entrambi parte, come ben noto, di questa categoria. Purtroppo ad oggi non è nota la suddivisione dei kit fra Nazioni.

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