RIVISTA ITALIANA DIFESA
L’AVES presenta l’UH-169D 23/06/2026 | Eugenio Po

Lo scorso 6 maggio a Viterbo, presso il Centro Addestrativo dell’Aviazione dell'Esercito (in occasione del 75º anniversario dell'AVES), è stato ufficialmente presentato l’elicottero multiruolo leggero UH-169D (sviluppato nell'ambito del noto programma Light Utility Helicopter, LUH), ultimo modello acquisito dalla Forza Armata.

Come noto, questo elicottero è destinato a prendere il posto di 5 modelli precedenti (AW-109, già ritirato, AB-206, AB-205, AB-212 e AB-412). Si tratta di una macchina che costituisce l'evoluzione dell'AW-169 (dell'AW-169M militare, nello specifico) di Leonardo Elicotteri e che fa parte, insieme ad AW-139 e AW-149/189 (e, come vedremo, anche a AW-249 FENICE), della "famiglia" di macchine di Cascina Costa (VA).

L'elicottero, che ha una lunghezza complessiva di 14,65 m e un’altezza di circa 4,5 m, è caratterizzato, come architettura generale, da un rotore principale pentapala (da 12,12 m di diametro) e da un rotore anticoppia a 3 pale collocato sul lato destro del trave di coda.

L’elicottero nella nuova variante Delta

L’AW-169 civile, l’AW-169M e l’UH-169D sono tutte macchine appartenenti al medesimo modello: tuttavia le differenze non mancano. In particolare, l’UH-169D dell’AVES, che si riconosce per la presenza dei pattini (sui quali torneremo più avanti), rappresenta l’apice della “militarizzazione” dell’elicottero di Leonardo.

Una prima grande differenza di questa variante rispetto alle altre riguarda il peso massimo al decollo. Ricordiamo, infatti, che l’AW-169 civile era nato con un peso massimo al decollo di 4.600 kg, poi portato, nella versione “militarizzata” (cioè AW-169M, per l’EI si tratta dell’UH-169B a carrello fisso), a 4.800 kg. Tale valore, in determinate condizioni, può raggiungere i 5.100 kg: un risultato ottenuto tramite una serie di modifiche, che caratterizzano, appunto, l’UH-169D.

L’articolo completo è pubblicato su RID 07/26, disponibile online e in edicola. 

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