RIVISTA ITALIANA DIFESA
Corea del Sud, un “nucleare” per la flotta subacquea 15/06/2026 | Giuliano Da Frè

Nuovo passo in avanti per la forza subacquea sudcoreana: e un passo robusto, poiché ora Seul punta al nucleare.

Infatti, dopo i minisub “italiani” degli anni ’80, i 9 “209” classe JANG BOGO su licenza tedesca degli anni ’90, altrettanti battelli AIP classe SOHN WON IL derivati dai Type-214 nel 2002-2020, e i 9 DOSAN AHN CHANGHO nazionali, sempre AIP, in consegna dal 2021, la Marina ha annunciato nei giorni scorsi la volontà di realizzare un battello a propulsione nucleare, da immettere in servizio attorno al 2040.

Il programma, denominato KSS-N (o progetto JANG BOGO-N, riprendendo il nome del capoclasse dei “209”, passato in disarmo giusto 6 mesi fa) vuole essere la risposta alle minacce rappresentate dalle ambizioni navali e nucleari nordcoreane, e più in generale alla crescente tensione globale, grazie a prestazioni in termini di autonomia, velocità e capacità bellica, nettamente superiori anche ai pur sofisticati battelli AIP in costruzione. Inoltre, il progetto viene inteso come un fondamentale impulso allo sviluppo tecnico e industriale del Paese, con l’obbiettivo di realizzare un battello il più possibile basato su tecnologie nazionali, seppur confrontandosi con quelle già esistenti sul mercato, e con un reattore caratterizzato da un lungo ciclo operativo, per ridurre al minimo la dipendenza dall’estero, anche per le forniture di uranio.

Con il battello, si vuole inoltre sviluppare un'adeguata capacità di supporto logistico, per garantire l’intero ciclo di vita della nuova classe di unità, da realizzare in numero non ancora definito, ma in tempi relativamente brevi, con l’avvio dei lavori per il capoclasse nel 2030 circa, il varo attorno al 2035, e il suo completamento prima del 2040.

L’obbiettivo mirato a raggiungere la maggior autosufficienza possibile nella realizzazione dei nuovi sottomarini nucleari (che però, ha ribadito Seul, non porteranno armi nucleari), oltre a garantire la creazione di 40.000 posti di lavoro in un nuovo settore ad alta tecnologia, fornirà alla Corea del Sud una nuova carta da giocare sul mercato dell’export, dove già oggi sta raccogliendo crescenti successi.

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