RIVISTA ITALIANA DIFESA
Il Segretario di Stato alla Difesa britannico si dimette in aperta protesta contro il budget insufficiente 11/06/2026 | Gabriele Molinelli

Nel caos sempre più imbarazzante che circonda l’ormai famigerato “Defence Investment Plan” britannico esplode come una bomba la lettera di dimissioni del Segretario di Stato alla Difesa John Healey, che con dignità si stacca da un documento che tradisce tutte le promesse e i discorsi fatti dal Primo Ministro Starmer sia internamente sia con i Partner internazionali.

La pubblicazione del DiP è stata a lungo ritardata. Ricordiamo che originariamente era prevista per l’autunno del 2025, diventato poi fine 2025, poi inizio 2026 e così via. Solo nelle ultime 2 settimane la data di pubblicazione ha continuato a slittare ancora ed ancora. Ufficialmente il Governo si è impegnato a pubblicare prima del Vertice NATO del 7 luglio. Il termine “naturale” ultimo è il 16 luglio, quando il Parlamento si ritira per l’estate. Se anche il 16 luglio passa senza risultati, si salta direttamente a settembre.

Le ragioni dei continui ritardi sono le lotte interne al Governo con il Ministero del Tesoro in aperta ribellione contro il Primo Ministro per rivedere costantemente al ribasso le somme da assegnare alla Difesa. Di fronte ad un buco stimato in 28 miliardi, soltanto nelle ultime settimane si è parlato di una iniezione di 18 miliardi su 4 anni, prontamente ridotta a 15, poi a 13,5 e forse ancora meno.

Healey ora mette un punto. Nella lettera di dimissioni sostiene di essersi visto comunicare soltanto lunedì scorso l’ammontare delle risorse assegnate. Poco o nessun aiuto viene concesso al bilancio difesa in sofferenza sui prossimi 2 anni e anche a più lungo termine l’iniezione di fondi è assolutamente anemica. A fronte di un impegno a toccare il 3% attorno al 2030, i fondi in realtà porterebbero, secondo Healey, appena al 2,68% (peraltro da raggiungere come già precedentemente annunciato includendo circa uno 0,1% per le spese di Intelligence).

Come Healey stesso ricorda nella sua lettera, Starmer ha soltanto pochi giorni fa riaffermato in pubblico che l’intelligence sia Nazionale sia della NATO ritiene probabile che si possa essere in guerra con la Russia entro il 2030, ma a fronte delle parole non segue alcuna azione concreta.

Il Defence Investment Plan di fatto non sarà una lista di nuovi investimenti, ma l’ennesima lista dei sopravvissuti ad inevitabili tagli e dilazioni. “[…] sto venendo obbligato a prendere decisioni che ridurrebbero la nostra prontezza operativa e che aumenterebbero i rischi per il personale in operazioni, e che potrebbero rendere il Paese meno sicuro.”

“Dopo averti spiegato che non avrei potuto accettare un DiP che non fornisce alle nostre Forze le risorse di cui hanno bisogno, mi trovo ora a non avere altra opzione se non rassegnare le mie dimissioni come tuo Segretario alla Difesa”, scrive Healey in conclusione.

Si tratta di una mossa politicamente costosa e straordinariamente pesante, con pochi precedenti storici. Bisogna tornare al 1966, e sempre sotto un governo Laburista, quando l’allora Ministro per la Marina Christopher Mayhew si dimise a fronte dei devastanti tagli che costarono alla Royal Navy le sue portaerei e il suo status.

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