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ILA 2026: Airbus svela il drone da combattimento U-760 RAVENSTORM 10/06/2026 | Tommaso Massa

Nel pieno della cancellazione del caccia madre del programma SCAF/FCAS (Système de Combat Aérien du Futur/Future Combat Air System), annunciata nei giorni scorsi dalla stampa tedesca senza tuttavia ancora dichiarazioni ufficiali, Airbus Defence and Space scopre le carte.

In occasione dell'apertura di ILA 2026 a Berlino, presso lo stand dell'azienda è infatti esposto un mock-up in scala 1:1 del U-760 RAVENSTORM, un nuovo drone da combattimento collaborativo (CCA, Collaborative Combat Aircraft) progettato per operare insieme ai caccia con equipaggio in scenari multidominio.

Il velivolo misura 13 m di lunghezza e 10 m di apertura alare, per una massa massima al decollo (MTOW, Maximum Take-Off Weight) di circa 6 t (che, a giudicare dalle immagini e dai dati relativi alla lunghezza e all'apertura alare, potrebbe essere verosimilmente maggiore) e un carico utile in baia interna superiore a 500 kg (lasciando intendere la possibilità di carico esterno aggiuntivo), con velocità di crociera in regime ad alto subsonico. La configurazione aerodinamica è swept-wing a mezz'ala, doppia deriva e presa d'aria dorsale. L'entrata in servizio in linea, secondo Airbus, è attesa per il 2032.

Per dimensioni e architettura generale, il RAVENSTORM si colloca in un range comparabile a quello dell'YFQ-42A di General Atomics (esposto come mock-up presso lo stand dell'azienda), il drone statunitense oggi in volo nell'ambito dell'Increment 1 del programma USAF CCA, con cui condivide anche le citate presa d'aria dorsale e doppia deriva.

La "parentela" più immediata, però, è quella con il dimostratore Airbus BARRACUDA del 2006, citato esplicitamente dall'azienda come base dell'attuale progetto, di cui il RAVENSTORM sembra essere una versione scalata verso l'alto: il BARRACUDA misurava 8,25 m di lunghezza e 7,22 m di apertura (il RAVENSTORM risulta dunque più "allungato"), per una massa massima al decollo di 3.250 kg.

L'unveiling del RAVENSTORM è il fulcro di un'operazione più ampia con cui Airbus, già in un comunicato rilasciato alla vigilia del salone, ha presentato quello che definisce come "il portafoglio di droni più versatile d'Europa", riassegnando le proprie piattaforme uncrewed sotto una nuova nomenclatura "U" - in parallelo a "A" per i velivoli ad ala fissa con equipaggio e "H" per gli elicotteri con equipaggio. Sotto la nuova lettera si collocano il RAVENSTORM, il U-740 VALKYRIE (la versione europeizzata del Kratos XQ-58A integrata, come lo stesso RAVENSTORM, con il sistema di missione sovrano Airbus MARS - Multiplatform Autonomous Reconfigurable and Secure, che incorpora il software AI Mindshare e che è dichiarato scalabile su tutto il portafoglio uncrewed dell'azienda), il U-145 (versione uncrewed dell'elicottero H-145, anch'esso esposto al salone) e il U-950 EURODRONE (EUROMALE) oltre a varie soluzioni tattiche, anch'esse esposte al salone.

Le capacità dichiarate del RAVENSTORM coprono l'aria-superficie con munizioni a guida di precisione (PGM, Precision-Guided Munition), l'aria-aria con AAM (Air-to-Air Missile) a medio e lungo raggio e la guerra elettronica. Il drone è esposto con a fianco 2 missili aria-aria METEOR e 4 missili aria-superficie SPEAR di MBDA, lasciando intendere le 2 possibili configurazioni del velivolo.

L'architettura modulare consentirà, secondo Airbus, l'aggiunta incrementale di nuove capacità. Quanto al ruolo di companion drone del futuro Eurofighter TYPHOON EK (Elektronischer Kampf), la versione tedesca dell'Eurofighter per la guerra elettronica, l'integrazione potrebbe trovare nel RAVENSTORM un candidato, ma anche le altre piattaforme del nuovo portafoglio Airbus, in primis lo stesso VALKYRIE, sono in linea teorica eleggibili.

Anche per quanto riguarda il rapporto tra RAVENSTORM e VALKYRIE il quadro resta da definire con maggiore precisione. Il primo è proposto come una piattaforma sovrana europea più capace e con un price point più alto; mentre il VALKYRIE, progettato fin dall'origine come piattaforma a basso costo e runway-independent, potrebbe orientarsi verso un ruolo più "attritable".

Il punto qualificante, sul quale Airbus insiste, è tuttavia quello industriale: il RAVENSTORM è esplicitamente presentato come "soluzione sovrana europea", in contrapposizione al VALKYRIE che, essendo derivato dall'XQ-58A statunitense, resta soggetto alla normativa ITAR (International Traffic in Arms Regulations) e alle relative restrizioni di Washington in materia di esportazione, modifica e impiego operativo da parte del cliente. Per quanto riguarda il VALKYRIE, inoltre, Airbus dichiara l'entrata in servizio già nel 2029 con la Luftwaffe, pur senza ancora una selezione formale da parte tedesca. Resta inoltre da chiarire lo stato del WIMGMAN, il concept di drone gregario stealth presentato proprio a ILA 2024, che non figura però nel nuovo portafoglio "U" annunciato da Airbus.

Sul mercato CCA europeo, e in particolare sul requirement della Luftwaffe da soddisfare entro il 2029, il portafoglio Airbus si confronta con almeno altri 3 sistemi: il CA-1 EUROPA della startup tedesca Helsing (sviluppato in proprio insieme a Grob, con sensoristica e software MDOcore di Hensoldt), il Boeing MQ-28 GHOST BAT proposto al cliente tedesco dalla partnership stretta nel marzo 2026 tra Boeing Defence Australia e Rheinmetall, e lo stesso YFQ-42A di General Atomics, sistema statunitense che - come già riportato da RID - la stessa azienda californiana sta spingendo attivamente sul mercato europeo, anche attraverso un proprio insediamento industriale a Oberpfaffenhofen, alle porte di Monaco.

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