A fine maggio, la Marina Turca ha reso note le proprie ambizioni in materia di droni navali. Con negli occhi i vicini eventi bellici che quasi quotidianamente ormai si svolgono in Mar Nero, con l’impiego di droni ucraini e russi, e l’obbiettivo di creare flottiglie incentrate su sciami di Unmanned Surface Vessel (USV) d’attacco, è stato varato un primo programma per acquisirne 104 esemplari. I contratti saranno assegnati al sempre più vivace conglomerato di aziende della Difesa nazionali, impegnate anche nel campo dei mezzi a controllo remoto, con Aselsan affiancata da ARES Shipyard, STM e Yonca, Havelsan con Sefine. Nel dettaglio, questo primo programma mira ad acquisire 40 USV TUFAN di Aselsan, droni kamikaze stealth da 8 metri, capaci di traportare a una velocità massima di 50 nodi – con 370 km di autonomia e capacità di manovra e puntamento sul bersaglio garantite dall’AI, in aggiunta alla guida da remoto via satellite – una carica esplosiva pari a quella di una bomba Mk-82 da 500 libbre. Saranno invece suddivisi in 2 lotti di 32, gli USV YAKTU di STM e un drone derivato dal SANCAR in fase di sviluppo da parte di Havelsan-Sefine. Il primo è un mezzo lungo 5,8 metri e da 1,7 tonnellate, con velocità e autonomia identiche al TUFAN, ma maggiore manovrabilità e furtività. Il mezzo proposto da Haselsan, invece, sarà caratterizzato da avanzatissime capacità di sopravvivenza alle contromisure elettroniche e di jamming, per penetrare in aree protette da sistemi sofisticati e colpire le unità e postazoni nemiche con missili o loitering munition, non trattandosi di un USV kamikaze. Questi 3 modelli sono destinati a operare assieme in sciami di 4 unità, con l’obbiettivo di lanciare operazioni da più direzioni, saturando le difese nemiche, e attaccare obbiettivi in navigazione o in aree costiere.






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