La guerra “civile” in Sudan tra Forze Armate Sudanesi (SAF) e Rapid Support Forces (RSF), iniziata nell'aprile 2023, ha visto il drone diventare progressivamente il protagonista degli scontri. Secondo i dati ACLED (Armed Conflict Location & Event Data), nel 2025 gli attacchi con droni sono aumentati dell'81% rispetto all'anno precedente e le vittime correlate del 600%, con almeno 2.670 morti tra combattenti e civili. Nei primi 4 mesi del 2026 tale tendenza si è aggravata: per l'Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani (OHCHR), i droni armati hanno causato oltre l'80% delle morti civili del periodo, almeno 880 persone.
La caduta di El Fasher nell'ottobre 2025, che ha spostato il baricentro dei combattimenti sul Kordofan, ha accelerato la transizione: con i fronti terrestri in stallo o in riassetto, entrambe le parti utilizzano droni per colpire le retrovie e tagliare le linee di rifornimento avversarie. Inoltre, gli attacchi stanno proseguendo anche durante la stagione delle piogge, che in passato imponeva invece una pausa alle campagne terrestri.
Sebbene la partita dell’interdizione logistica si giochi sul piano operativo, con droni MALE e UAV suicidi a lungo raggio, vale la pena sottolineare come anche a livello tattico si stia assistendo ad una proliferazione di droni suicidi FPV e di quadricotteri “bombardieri” (già impiegati a Khartoum, nell'Al-Jazirah e nell'assedio di El Fasher).
L'arsenale delle SAF e la campagna di interdizione
Le SAF hanno ricostruito attorno ai droni una capacità di attacco in profondità che la componente pilotata (MiG-29, Su-24 e Su-25), decimata dagli attacchi RSF alle basi nelle prime ore della guerra e logorata dalle perdite successive, non era più in grado di garantire. La spina dorsale dell’arsenale SAF è turca e iraniana: BAYRAKTAR TB-2 e AKINCI da un lato, MOHAJER-6 e ABABIL-3 dall'altro, ai quali si aggiunge il drone suicida/loitering munition YHIA-III di origine turco-pakistana e la SAFROUQ, munizione circuitante di produzione nazionale con raggio dichiarato di 600 km e contromisure anti-disturbo. Il sistema è presentato da fonti sudanesi come risposta al GROZA-S, apparato bielorusso C-UAV di disturbo e inganno della navigazione satellitare impiegato dalle RSF contro i droni in arrivo.
L'analisi completa, compresa di tutti gli approfondimenti e i dettagli, è disponibile sull'ultimo numero di Risk&Strategy WEEKLY (19/26).
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