RIVISTA ITALIANA DIFESA
Francia e Germania, addio allo SCAF 08/06/2026 | Pietro Batacchi

Ancora non è arrivata l’ufficialità, ma secondo la stampa tedesca Francia e Germania si sono accordate per interrompere il progetto di caccia di Sesta Generazione SCAF.

Dopo anni di litigi e tira e molla, i 2 Paesi avrebbero così deciso di rinunciare allo sviluppo e realizzazione congiunta del caccia, mentre dovrebbero proseguire a lavorare assieme sull’architettura combat cloud, ovvero l’architettura che lega assieme il caccia con i droni gregari e gli effettori, e che garantisce l’immagazzinamento, l’analisi e la distribuzione dei dati.

Avrebbe prevalso, così, la linea dura di Dassault e del suo AD, Eric Trappier, che adesso possono fare ciò che hanno sempre fatto: concepire e produrre un caccia da combattimento in perfetta autonomia. Nella fattispecie, sulla base anche delle lezioni che arrivano dai teatri operativi, stiamo parlando di una sorta di RAFALE 2.0, in cui la iper-sofisticazione tecnologica viene tenuta sotto controllo in nome di spendibilità operativa e mercato export.

Per Berlino, invece, adesso si aprono 2 scenari: cercare di entrare nel GCAP, ma questo significherebbe azzerare tutto e ricominciare da capo, con almeno un anno di fermo al programma, oppure lanciare una partnership con la Svezia; una sfida, quest’ultima, però molto complicata sia sotto il profilo dei requisiti operativi che degli aspetti industriali.

Chiaramente, la fine del programma SCAF rischia di avere profonde ripercussioni anche sul settore terrestre, su KNDS e su iniziative come il cosiddetto carro europeo.


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