RIVISTA ITALIANA DIFESA
I Marines cercano robot per l'allestimento di campi d'aviazione expeditionary 29/05/2026 | Fabio Di Felice

L'USMC ha annunciato il proprio progetto "Automated Expeditionary Airfield Assembly", con cui ricerca robot capaci di svolgere il lavoro più pesante di posa delle lastre modulari impiegate per allestire rapidamente Expeditionary Airfield (EAF) su teste di ponte litoranee e in altre località remote.

Secondo i requisiti operativi indicati nella proposta Small Business Innovation Research (SBIR), questi robot dovranno essere in grado di "manipolare e posizionare con precisione le pesanti sezioni di lastre EAF" resistendo al contempo a "condizioni ambientali e operative gravose".

Si tratta di un compito attualmente molto faticoso e ad alta intensità di manodopera, svolto dai Marines combattenti, che potranno così trarre un certo sollievo dall'introduzione di queste tecnologie. Nello specifico, l'USMC immagina robot dotati di un'autonomia sufficiente a "muoversi e gestirsi senza assistenza umana, anche per quanto riguarda evitare gli ostacoli, la pianificazione dei percorsi e la presa degli oggetti".

Il progetto si articola in 3 fasi. La Fase I prevede la dimostrazione "della fattibilità tecnica di un sistema robotico in grado di automatizzare o supportare l'assemblaggio delle piastre EAF in Prefabricated Surfaced Aluminum (PSA) Flat Top-Nested (Top-N) Trackway". In questa fase i progetti verranno valutati su parametri quali "capacità di carico, raggio d'azione, precisione di manipolazione, consumo energetico e resistenza operativa". La Fase II prevede invece la realizzazione di un prototipo funzionante, capace di operare in modalità automatica o semi-automatica. "Il robot dovrà essere in grado di movimentare le matting PSA in modo da agevolare l'assemblaggio del campo d'aviazione, costituire un sistema chiuso e operare in un ambiente realistico", precisa la SBIR. "Il sistema sarà valutato in base a fattibilità, tempi di assemblaggio, facilità d'uso, dimensioni e massa complessive". Nella Fase III, conclusiva, i sistemi saranno impiegati in test sul campo, che comprenderanno l'operatività in uno spazio di battaglia esposto a "minacce elettriche, ambientali e cyber".

Secondo la SBIR, il sistema selezionato dovrà dimostrare di poter operare con continuità in "ambienti di dispiegamento, conseguendo significative riduzioni di personale impiegato, costi operativi e/o tempi di dispiegamento". L'USMC sta inoltre lavorando a nuovi materiali leggeri per ridurre la complessità della costruzione di campi d'aviazione expeditionary.

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