RIVISTA ITALIANA DIFESA
Nuovi dettagli sul sottomarino “speciale” russo KHABAROVSK 15/05/2026 | Michele Cosentino

Dopo il varo del nuovo sottomarino russo KHABAROVSK, avvenuto a novembre del 2025 alla presenza del Ministro della Difesa russo, Andrey Belousov e del Comandante in capo della Marina Russa, Ammiraglio Alexander Moiseyev, l'osservazione satellitare ha permesso di dedurre ulteriori informazioni sul battello e di analizzarne in maggior dettaglio la configurazione.

Realizzato secondo il PROJEKT 09851, il KHABAROVSK è il più recente sottomarino per "compiti speciali" della Marina Russa, progettato dallo studio d'architettura navale Rubin per l'impiego degli enormi e ormai ben noti droni a propulsione nucleare 2M39 POSEIDON/STATUS-6, denominati KANYON dalla NATO.

Oltre alla propulsione nucleare, che consente loro un'autonomia di oltre 5.000 miglia nautiche, i POSEIDON sono accreditati di una velocità massima di 70-100 nodi, e sono dotati di una testata nucleare: alcune fonti indicano una potenza di 2 megatoni, mentre altre arrivano ad ipotizzare valori molto superiori. Al di là di queste informazioni, più o meno attendibili, il KHABAROVSK può essere considerato a tutti gli effetti un "mothersub", su cui è stato integrato il sistema di lancio 2P39 per i POSEIDON, strutturalmente formato da 2 gruppi di 3 giganteschi tubi di lancio: ogni gruppo è posizionato nelle zone laterali dell'intercapedine a libera circolazione fra la calotta prodiera dello scafo resistente e la faccia anteriore dello scafo leggero, in pratica attorno ai 6 tubi lanciasiluri normali la cui sezione anteriore fuoriesce – come in tutti i sottomarini - dalla predetta calotta.

I POSEIDON vengono imbarcati e lanciati dai 2 grandi portelloni ovali visibili sulla faccia anteriore dello scafo leggero. I tubi di lancio dei POSEIDON non dovrebbero penetrare all'interno dello scafo resistente, perché la presenza di una limitata sezione posteriore di ciascun gruppo di 3 tubi, occuperebbe una gran quantità di spazio nella camera lancio: ciò renderebbe problematica non solo la collocazione dei 6 tubi lanciasiluri tradizionali, ma anche quella degli impianti e apparati necessari al controllo e alla gestione dei POSEIDON, nonché di quelli collegati ai sensori prodieri che formano la suite elettroacustica del KHABAROVSK.

Sebbene sia stato redatto ex-novo da Rubin, il PROJEKT 09851 si può considerare come l'associazione fra il blocco dei compartimenti centroprodieri presenti sul sottomarino BELGOROD (anch'esso un "mothersub") e il blocco dei compartimenti centropoppieri di un sottomarino nucleare lanciamissili balistici classe BOREI-A: come evidenziato dalla foto scattata durante la cerimonia del varo, il battello è propulso da un pump-jet, associato a una configurazione tradizionale delle superfici di governo poppiere. Il KHABAROVSK sta attualmente completando l'allestimento nel cantiere Sevmash di Severodvinsk, un processo di cui fanno parte anche attività specifiche per il personale destinato alla gestione dei POSEIDON e dei loro reattori nucleari.

Il battello risulta destinato alla Flotta del Pacifico, mentre la Marina Russa ha annunciato l'intenzione di produrre almeno 30 esemplari di POSEIDON, sufficienti per armare 4 sottomarini e averne alcuni di riserva. Al momento, un'ipotesi probabile è che il KHABAROVSK possa essere la prima unità di una nuova classe di mothersub oppure il battello sperimentale/operativo per la realizzazione dei battelli di serie.

Maggiori dettagli sul KHABAROVSK e approfondimenti sulla Marina Russa saranno pubblicati su uno dei prossimi numeri di RID.

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